Il Rotary Club ospita a Catania professionisti spagnoli per parlare di sviluppo

È stata un'analisi colma di spunti, con somiglianze e differenze tra due aree importanti, quella offerta della tavola rotonda organizzata dal Rotary Club

Catania e Malaga sono due città che hanno molti punti in comune e che spesso sono state paragonate per stile di vita e capacità di attrazione turistica. Ma – contrariamente a quanto accaduto in Sicilia – il capoluogo spagnolo è riuscito a cogliere al meglio le opportunità derivate da un boom edilizio che l'ha trasformato radicalmente a partire dagli anni Sessanta. Analizzando l'area della Costa del Sol, Alicia Ramirez ha descritto i casi di piccole cittadine come Nerja e Torremolinos. Luoghi un tempo rurali, basati sull'economia agricola e sulla pesca, con un passato del tutto simile a quello di molti centri della provincia etnea. Nella regione spagnola, grazie a un grande impegno nella realizzazione di infrastrutture di collegamento e alla creazione di enti istituzionali efficaci, il territorio è stato capace di attrarre investitori nel campo immobiliare e turistico.

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“Negli anni '60 e '70 nella Costa del Sol arrivano i primi turisti stranieri – ha raccontato Ramirez – Pian piano, con un effetto domino, lo sviluppo si è allargato fino a coinvolgere altre località diventate poi famosissime in tutto il mondo come Marbella”. Dopo la crisi mondiale degli anni Duemila che specialmente in Spagna ha avuto degli strascichi gravosi, oggi è proprio l'area andalusa a guidare la ripresa. Uno slancio che la provincia catanese ancora attende. “La burocrazia e l'inefficienza delle istituzioni, purtroppo, bloccano qualsiasi tentativo di sviluppo in Sicilia”, ha sottolineato la presidente Medina Diaz, di origini spagnole ma residente in Italia da oltre 25 anni. “Perché vivere e investire in Andalusia? Il valore degli immobili sta crescendo quasi di giorno in giorno. Aumentano le rendite, la tassazione si è mantenuta favorevole e la qualità della vita è molto alta”, ha sottolineato Alicia Ramirez. Nella giornata di ieri le quattro professioniste spagnole hanno preso parte a un incontro del “Progetto carcere”, iniziativa portata avanti dal Rotary “Catania Etna Centenario” in collaborazione con l'istituto penitenziario di Bicocca. Ramirez, Vargas Diaz, Araguez e Garcia hanno portato la propria testimonianza parlando con circa 70 detenuti della struttura di massima sicurezza catanese.

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