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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Cronaca

Cenere Etna, il commissario della Provincia chiede lo stato di calamità

I sindaci dei Comuni parti in causa hanno richiesto alla Regione interventi immediati per i costi necessari all'eliminazione dei lapilli depositati sul suolo e l'istituzione di un apposito capitolo di bilancio per le emergenze

Il commissario straordinario della Provincia di Catania, Antonella Liotta, ha inviato al presidente della Regione, Rosario Crocetta, una nota dove si richiede il riconoscimento dello stato di calamità naturale, per far fronte ai disagi provocati sulle strade provinciali e in diversi Comuni dall’emissione dell’Etna di ceneri e lapilli.

La “sabbia vulcanica” oltre a compromettere la viabilità sulle strade di proprietà dell’Ente ha creato una vera e propria paralisi di gestione dell’evento nei Comuni di Acireale, Calatabiano, Castiglione di Sicilia, Fiumefreddo, Giarre, Linguaglossa, Mascali, Milo, Piedimonte etneo, Riposto, Sant’Alfio, Santa Venerina e Zafferana, per la mancanza di disponibilità di risorse economiche.

“L’attività parossistica del nostro Vulcano, come tutti gli eventi naturali, è imprevedibile e spesso, oltre a rappresentare un palcoscenico pirotecnico privilegiato per il territorio, crea danni ingenti alle popolazioni interessate, con la complicità della direzione dello spirare del vento – ha affermato il commissario straordinario della Provincia, Antonella Liotta –. Gli inaspettati eventi vulcanici non consentono agli enti locali, già impegnati al rispetto del patto di stabilità, di preventivare risorse economiche. Al fine di supportare i territori colpiti da tale disastroso evento, sentito il dirigente alla Protezione civile della Provincia, Salvatore Raciti, ho avviato la richiesta al presidente della Regione e mi farò interprete presso la Protezione civile nazionale della tragedia che sta colpendo i territori etnei”.

I primi cittadini dei Comuni parti in causa hanno richiesto, alla Regione, interventi immediati per i costi necessari all’eliminazione dei lapilli depositati sul suolo; l’istituzione di un apposito capitolo di bilancio per le emergenze; una dotazione di mezzi idonei per eliminare i detriti vulcanici in forma autonoma.

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