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Chiusura del Porto a operatori e cittadini: protestano i pescatori

Fabio Micalizzi, Presidente Regionale dell'A.P.M.P. (Associazione Pescatori Marittimi Professionali), esprime profondo dissenso sulla ventilata ipotesi di chiudere il porto di Catania ai cittadini ed agli operatori

Fabio Micalizzi, Presidente Regionale dell'A.P.M.P. (Associazione Pescatori Marittimi Professionali), esprime profondo dissenso sulla ventilata ipotesi di chiudere il porto di Catania ai cittadini ed agli operatori.

"Il Porto di Catania, - spiega Micalizzi -funzionava meglio quando l'Autorità Portuale non esisteva, tanto che negli ultimi anni non si contano le proteste degli operatori della pesca che lamentano l'assenza di spazi assegnati e di una vera e propria area destinata al comparto, la mancanza di punti luce e acqua, l'assenza totale di cassonetti per la raccolta differenziata e non, l'inesistenza di isole ecologiche (come previsto dalla legge) per la raccolta degli oli usati, di servizi igienici, di un locale destinato agli incontri dei pescatori dove poter divulgare cultura".

"Infine, ora da qualche giorno - continua Micalizzi -leggiamo in un volantino, distribuito da dipendenti di una Cooperativa (che non si è capito come sia riuscita, senza bando pubblico, ad avere assegnato questo appalto dall'Autorità Portuale), dove si informa che gli ingressi saranno chiusi a partire da giorno 01 settembre 2012, e, per accedere al Porto bisognerà avere un tesserino magnetico rilasciato dall'Ente. I pescatori di Catania, come tutti i catanesi sono contrari alla chiusura del porto.Per i Pescatori Professionali questo tesserino si tradurrà in un'ennesima tassa che peserà sulle tasche già vuote degli operatori del nostro comparto.

La chiusura del porto provocherà un grande distacco dalla città, alla quale anzi si pensava di aprire le porte e addirittura per creare un mercato del pesce con vendita diretta dalla barche, dal produttore al consumatore, così come previsto anche dai fondi europei per la pesca FEEP 2007-2013 (bando denominato Porti e Luoghi di Sbarco), che potrebbero anche finanziarlo.

La verità è una sola, l'Autorità portuale di Catania è un ente inutile, che serve solo a certa politica per gestire risorse e sottogoverno, che fa perdere importanti occasioni di sviluppo alla città e continua ad assumere decisioni sulla testa degli operatori della pesca e dell'intera collettività".

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