Catania ricorda Giuseppe Fava con un doppio appuntamento

Gli assessori comunali Orazio Licandro e Rosario D'Agata si sono recati questa mattina presso la lapide che ricorda il giornalista Giuseppe Fava,fondatore de 'I Siciliani', ucciso dalla mafia il 5 gennaio del 1984 durante un agguato

Gli assessori comunali Orazio Licandro e Rosario D'Agata si sono recati questa mattina presso la lapide che ricorda il giornalista Giuseppe Fava,fondatore de 'I Siciliani', ucciso dalla mafia il 5 gennaio del 1984 durante un agguato. L'assessore all'urbanistica ha annunciato che sarà presente anche al pomeriggio, durante la cerimonia organizzata dalla Fondazione Fava che quest'anno per la prima volta non vedrà presenziare la figlia Elena, recentemente scomparsa a causa di una malattia incurabile.

Un doppio appuntamento voluto per celebrare la figura del cronista scomparso. L'assessore D'Agata ha ricordato tutte le varie iniziative antimafia (VIDEO) che l'amministazione intende portare avanti per tenere alta l'attenzione sulla memoria storica della città, mentre un picchetto di vigili urbani rimarrà presso la lapide fino a stasera, per impedire che si ripetano atti 'misteriosi', come il furto dei fiori avvenuto lo scorso anno.

Alle 12,15 anche il gruppo siciliano dell'Unci ha ricordato il sacrificio del giornalista con un minuto di silenzio e la deposizione di un omaggio floreale sulla lapide. Successivamente è stato il tesserino di cronista onorario al giornalista Riccardo Orioles, firma storica de I Siciliani. Interverranno il vicepresidente nazionale dell'Unci, Leone Zingales, i consiglieri nazionali Elena Giordano e Giuseppe Lo Bianco, e il presidente regionale dell'Unci Andrea Tuttoilmondo.

DAL CINEMA ALLO SPORT - Giuseppe Fava inizia la sua carriera giornalistica scrivendo di tutto. L'esordio, dopo la laurea in giurisprudenza e collaborazioni minori, all'Espresso Sera nel 1956, poco più che trentenne. La passione per il giornalismo lo porta a Roma, dove conduce la trasmissione di Radiorai Voi e io, e sempre nella Capitale collabora con il Corriere della Sera e con Il Tempo.  

IL GIORNALE DEL SUD - Negli anni Ottanta torna a Catania, dove diventa direttore del Giornale del Sud. Una redazione giovane, con cronisti ancora inesperti. Un giornale coraggioso che denuncia Cosa Nostra, ma la permanenza di Fava è breve. La gestione viene affidata a una nuova cordata di imprenditori e il giornalista viene licenziato.  

I SICILIANI - Rimasto senza lavoro organizza e sviluppa un suo progetto: I Siciliani. Una rivista di inchieste e reportage. Una rivista in cui il potere corrotto viene messo a nudo: attività illecite, imprenditori venduti, amministrazioni comprate. Gli aspetti malati dell'economia e della società sono denunciati con meticolosa analisi dalle colonne de I Siciliani.

IL TEATRO - Ma c'è un'altra passione, oltre al giornalismo, che anima tutta la vita di Pippo Fava e contraddistingue anche la sua morte: l'amore per il teatro. Fava inizia a scrivere per il palcoscenico fin da ragazzo. Il primo premio, per la prima opera, nel 1966, con Cronaca di un uomo, da lì testi e tournée in tutta Italia, fino all'approdo sul grande schermo. Anche nella morte di Fava si scorge il palcoscenico. Il giornalista, quel 5 gennaio del 1984, poco dopo le 21 lascia la redazione del suo giornale e sale in macchina per andare a prendere sua nipote, quella nipote che aveva ereditato la sua stessa passione per il teatro, quella nipote che recitava in Pensaci, Giacomino!, ma Pippo Fava non scenderà mai dalla sua Renault 5, non da vivo.

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