Coronavirus, la Sicilia è "zona arancione": chiudono bar e ristoranti, coprifuoco alle 22

Il Dpcm firmato dal premier Conte divide in tre l'Italia: l'Isola inserita tra le regioni con "rischio intermedio". Non è in lockdown ma le misure sono rigide: vietato spostarsi tra comuni, restano aperti i centri sportivi

Arancione. La risposta che attendevano tutti i siciliani è arrivata. Lo ha ufficializzato il ministero della Salute che ha inserito la Sicilia nella zona "arancione". Sull'Isola si registrano ormai ogni giorno mille nuovi casi di Coronavirus, i decessi aumentano e negli ospedali i letti occupati crescono rapidamente con i posti in terapia intensiva occupati che si stanno avvicinando alla soglia d'allarme del 30%. Sono dati che non lasciano spazio a dubbi: la situazione è seria. Secondo il Dpcm firmato la scorsa notte dal premier Conte, da venerdì 6 novembre al 3 dicembre l'Italia sarà divisa in tre aree: zone rosse (ad alto rischio), arancioni (intermedio) e gialle (sicure). Ad ogni colore corrispondono regole e divieti diversi. La Sicilia è, quindi, in una situazione intermedia. Non è in lockdown ma le misure adottate sono rigide. 

Zona arancione: permessi e divieti

Chiariamo subito: non servirà l'autocertificazione per uscire da casa (come nel lockdown della scorsa primavera). Ma non sarà possibile entrare o uscire dalla zona arancione (quindi dalla Regione), tranne per "comprovate esigenze" dunque motivi di lavoro, salute e emergenze. Tornerà quindi l’autocertificazione, compilata con le generalità e il motivo dello spostamento e consegnata alle forze dell'ordine in caso di controllo. Se si tratta di un’urgenza non si deve indicare il nominativo delle persona da cui si va per motivi di privacy. E' però consentito attraversare una zona arancione se è indispensabile per raggiungere un'area senza restrizioni.

All'interno della zona arancione, sarà vietato spostarsi da un comune all'altro. Anche in questo caso però sono ammessi gli spostamenti per "comprovate esigenze di lavoro, studio, salute". Se, per esempio, si ha un figlio che frequenta la scuola in presenza si potrà accompagnarlo.

In zona arancione, scattano altri divieti per bar e ristoranti. Se finora a pranzo potevano restare aperti, adesso scatta la chiusura. "Sono sospese - si legge nel provvedimento - le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo". Resta "salvo" però il domicilio mentre si potrà comprare cibo da asporto fino alle 22 con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. 

"Restano comunque aperti - chiarisce il Dpcm - gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro". Palestre e piscine restano chiuse, ma è ancora possibile fare attività individuale all'aperto nel rispetto del distanziamento. Salvi però i centri sportivi.

Cosi come per le zone gialle, anche in quelle di colore arancione c'è il coprifuoco alle ore 22. Autobus e mezzi di trasporto dovranno essere occupati al 50%. La didattica a distanza è estesa a tutte le classi delle scuole superiori (fatta eccezione per gli studenti disabili con attività di laboratorio). Mentre alle elementari e alle medie è prevista l'attività in presenza con mascherina. I musei sono chiusi e sono sospesi tutti i concorsi. Nei fine settimana sono chiusi anche i centri commerciali. Parrucchieri, barbieri ed estetisti rimangono aperti.

La durata dei divieti

L'inserimento nelle tre fasce avverrà con un'ordinanza del ministero della Salute. Sarà verificata settimanalmente la situazione e le ordinanze saranno emanate ogni 15 giorni. Questo significa che tra 15 giorni la Sicilia si potrebbe confermare zona arancione, ma potrebbe anche diventare rossa o gialle in base all'andamento dell'epidemia. Tra i 21 parametri che serviranno a stabilire l'inclusione in una fascia ci sono il numero dei casi sintomatici, i ricoveri, i casi nelle Rsa, la percentuale di tamponi positivi, il tempo medio tra sintomi e diagnosi, il numero di nuovi focolai, l’occupazione dei posti letto sulla base dell’effettiva disponibilità.

Il testo del Dpcm

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