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Dissesto, Giacomo Rota: "Manca concertazione, nessuna lotta all'evasione dei tributi"

Il segretario generale della Cgil di Catania lancia l'allarme e annuncia lo sciopero generale

Sul nodo dissesto del comune di Catania e sui ritardi degli stipendi dei lavoratori di asili nido, sulle problematiche di gestione delle Partecipate, e quant'altro, si pronuncia il Segretario generale della Cgil Catania, Giacomo Rota. “La situazione che si è venuta a creare a causa della dichiarazione del dissesto del comune di Catania ha assunto i connotati drammatici che avevamo già previsto fin dal suo inizio, ma per i quali speravamo di porre un argine - dichiara il sindacalista -, per riuscire ad arrestare le conseguenze nefaste per i lavoratori, per i cittadini catanesi e dell’area metropolitana, che usufruiscono dei servizi previsti ed offerti dal comune di Catania. Dobbiamo purtroppo constatare che la concertazione che abbiamo fin dall'inizio chiesto al Prefetto ed al Sindaco di Catania, e che doveva trovare la sua interpretazione in termini di efficacia, confronto, elaborazioni e scelte, all’interno del tavolo prefettizio, si è rivelata una mera discussione su atti già decisi dall’Amministrazione e deliberati dal Consiglio comunale, per i quali i componenti del tavolo, appartenenti ai sindacati ma anche a tutte le altre forze sociali ed imprenditoriali interessate all'economia ed ai servizi di questa città, hanno potuto solo prendere atto, pur non condividendone totalmente le scelte”.

“E’ questo il caso dell'aumento della Tari - continua il segretario generale della Camera del lavoro di Catania - , al 14%, senza neanche avviare azioni di recupero sull’evasione tributaria ed è anche il caso della prospettiva di riordino delle Partecipate, in cui non si tiene conto del futuro dei lavoratori e delle discordanze sugli ambiti delle Società. Inoltre, fatto che non ha precedenti, su 14 asili nido, per settimane 9 sono rimasti chiusi a causa della legittima protesta delle lavoratrici delle cooperative sociali che hanno stipendi con arretrati di 9 mesi e che grazie alla loro buona volontà, hanno deciso di riaprire dietro la promessa, ancora oggi non avvenuta, di percepire almeno due mensilità arretrate”.

Per Giacono Rota, trattasi, per l'utenza catanese di “un disservizio gravissimo che tocca genitori e famiglie che principalmente ricorrono agli asili nido per conciliare i tempi di vita e di lavoro e che riconduce questa città a livelli pessimi di qualità della vita. A ciò si aggiunge, il pagamento degli stipendi dei dipendenti comunali e delle partecipate dirette, che ormai da mesi avviene tra ritardi ed incertezze; dovute alla mancanza di liquidità che preoccupa per tutte le categorie interessate; tra queste, le situazioni più allarmanti, sono quelle del trasporto pubblico locale e della Multiservizi: L'Amt è letteralmente paralizzata, con i mezzi impossibilitati ad uscire, perché privi di copertura assicurativa”. Infine, per il sindacalista catanese, che analizza il nodo-dissesto in maniera molto critica: “Non sono previsti interventi né dallo Stato, né dalla Regione, che paradossalmente hanno ridotto i trasferimenti economici. Mentre i dipendenti della Multiservizi vantano stipendi arretrati e non hanno alcuna certezza per il futuro. Bisogna prendere atto come la politica si sia disinteressata totalmente del dissesto e della condizione di Catania, nonostante le ultime elezioni nazionali, regionali e comunali abbiano registrato nelle maggioranze dei governi, consensi determinanti da parte dell’elettorato catanese”. “Inoltre, le presenze dei rappresentanti del Governo centrale, si sono rivelate passerelle elettorali, figlie dell’opportunismo di forze politiche storicamente distanti dai problemi del Sud e della Sicilia. Infine, si registra il totale silenzio da parte dell’amministrazione comunale su tutta la programmazione legata ai fondi europei ed ai Patti per Catania, per cui erano state impegnate delle somme sostanziose, sulle quali si puntava per la ripresa del tessuto infrastrutturale ma anche economico ed occupazionale della città di Catania e della sua area metropolitana”. Atti concreti di protesta? “Per tutti questi motivi CGIL, CISL, UIL e UGL hanno deciso di proclamare lo sciopero generale per giorno 30 Marzo 2018”.

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