Edilizia, Pistorio (Fillea): rischio perdita finanziamenti milionari per Catania e Caltagirone

Lo segnala il segretario generale della Fillea di Catania (il sindacato degli edili), Giovanni Pistorio, che in una nota chiede : “Come mai nel bel mezzo di una crisi che nel settore edile non ha precedenti, a Catania non si riescano ad impiegare le risorse già disponibili?

Cinquantanove interventi che erano stati programmati dall’IRSAP per la Regione Sicilia -circa 195 milioni di euro, dei quali 15.459.032 per un totale di 6 interventi per l’area industriale di Catania, e 16.039.005 e per un totale di 5 interventi per l’area di Caltagirone-rischiano di non essere più disponibili se non saranno impiegati entro la fine di questo anno a causa del disimpegno dei fondi europei 2007-2013.

Lo segnala il segretario generale della Fillea di Catania (il sindacato degli edili), Giovanni Pistorio, che in una nota chiede : “Come mai nel bel mezzo di una crisi che nel settore edile non ha precedenti, a Catania non si riescano ad impiegare le risorse già disponibili mandando in gara le opere pubbliche? Come mai non si attivano interventi che permetterebbero di salvare dal degrado attività fondamentali per il territorio?”.

Domande che attendono una risposta: “All’inizio le premesse erano assolutamente positive, tanto è vero che già a partire dal 2013, e forse già dal 2011, questi interventi erano stati ampiamente previsti. Ma anno dopo anno, per gli stessi cinquantanove interventi che erano stati inseriti nei programmi triennali delle opere pubbliche approvati dall’IRSAP non è avvenuto nulla di concreto. E ancora oggi, a fronte di tante attese, nulla di ciò che è stato pianificato è stato appaltato, né ci sono, probabilmente, speranze che lo possa essere”.

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Continua Pistorio, “di chi sono le responsabilità? Chi ne trae vantaggio da tutto ciò? Non di certo la collettività locale né chi ha ancora a cuore il destino delle nostre aree industriali che sono a rischio di desertificazione. Alcuni di questi interventi, come quelli relativi alla riqualificazione delle aree, alla maggiore efficienza del servizio idrico, al ripristino dei canali, alla sicurezza delle aree, al telecontrollo ed alla illuminazione, sono assolutamente necessarie per l’intero tessuto in un’ area industriale che vuole aprirsi agli investitori; viceversa il destino sarebbe l’ormai definitiva desertificazione. Il governo regionale farebbe bene ad ammettere le proprie responsabilità e dovrebbe provare a raddrizzare il tiro, sempre che ciò sia oramai possibile. Il settore edile, la principale attività produttiva del nostro territorio, è oramai al collasso ma nessuno sembra rendersene conto”.

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