Giocattoli rotti donati ai bambini malati, la risposta del Comune

"Una polemica non solo inutile ma anche profondamente triste". Così l'assessore Salvo Di Salvo ha commentato la "lettera aperta" del presidente dell'associazione Ibiscus

"Una polemica non solo inutile ma anche profondamente triste". Così l'assessore Salvo Di Salvo ha commentato la "lettera aperta" del presidente dell'associazione Ibiscus in cui si afferma che i giocattoli consegnati nel reparto di Oncoematologia del Policlinico fossero rotti e sporchi.

"Nulla di più falso - ha detto Di Salvo -, visto che prima di essere consegnati ai bambini sono stati attentamente selezionati sia dai vertici delle aziende ospedaliere interessate, presenti alla distribuzione, sia dagli stessi responsabili delle unità operative dei reparti e dai medici. Una selezione, visto che si trattava anche di giocattoli non nuovi, donati da altri bambini, che ha riguardato sia la loro qualità, sia la loro la pulizia e integrità. Noi li abbiamo consegnati osservando tutte le prescrizioni dei responsabili dei reparti, indossando, quando necessario, mascherine, calzari e altre protezioni. E abbiamo escluso, da alcuni reparti, i pelouche. Cosa sia avvenuto dopo non possiamo saperlo. Di certo non abbiamo visto nessuno dell'associazione Ibiscus quando abbiamo portato i doni dei bambini catanesi ad altri bambini catanesi".

"Peraltro - ha concluso Di Salvo - al momento della consegna nelle varie aziende ospedaliere e non ci sono state lamentele, anzi. I piccoli, tutti, sono stati felici di ricevere quei doni, scartandoli davanti a noi. Probabilmente sarebbe meglio lasciare i bambini fuori da certe polemiche".

L'idea di una raccolta per i bimbi degli ospedali era nata dopo il furto dei giocattoli che l'associazione di volontariato RinaScendo avrebbe dovuto consegnare ai piccoli pazienti ricoverati nel reparto di Pediatra del Garibaldi di Nesima. Il Comune si era messo a disposizione per approntare punti di raccolta dei giocattoli, "nuovi e usati" si precisa dal Comune, donati da singoli, prevalentemente bambini, e anche da aziende. Il 31 gennaio i doni erano stati consegnati.

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