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L'area della Giudecca in una carta del  XIX secolo

L'area della Giudecca in una carta del XIX secolo

Storia di un quartiere che non c'è più, la "Giudecca" di Catania

Era abitato dalla comunità ebraica. Ospitava due sinagoghe, un ospedale, un macello e persino un cimiter. Venne spopolato a partire dal 18 giugno 1492, a causa del Decreto dell'Alhambra

In occasione della Giornata della Memoria, dedicata alle vittime dell'Olocausto, torna in mente la storia di un quartiere catanese che oggi non esiste più, la "Giudecca", sorto a ridosso delle mura nell'allora periferia a ovest e a sud della città nel IV secolo. Ospitava ben due sinagoghe, un ospedale, un macello e persino un cimitero poco fuori le mura, cui si poteva arrivare dall'omonima "porta della Judeca".

La comunità ebraica di Catania lavorava anche con il mercato del pesce ed aveva uno stretto rapporto con il fiume Amenano, che si chiamò anche "Judicello" proprio in riferimento al quartiere ed alle donne che qui venivano per lavare i panni. La presenza ebraica è attestata anche presso le maestranze che lavorarono nella realizzazione del Castello Ursino tra il 1239 e il 1250, come attestano alcuni riferimenti alle simbologie giudaiche impresse dagli operai a decorazione delle mura sveve. La Giudecca venne poi spopolata a partire dal 18 giugno 1492 a causa del decreto dell'Alhambra, voluto da Ferdinando di Aragona e Isabella di Castiglia, che decretava l'espulsion degli ebrei non convertiti. Cadde quindi nel degrado e nell'abbandono nei decenni successivi.

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