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I "misteri" dell'ufficio stampa di Catania, Manlio Messina chiede risposte in Consiglio

Doppio attacco rivolto all'amministrazione comunale. A sferrarlo il consigliere comunale di Area Popolare. Voci di critica anche dall'associazione "Catania Bene Comune. Al centro dell'attenzione la situazione dell'ufficio stampa del comune etneo e la posizione ricoperta dai giornalisti Iozzia e Danzuso

Doppio attacco rivolto all’amministrazione comunale. A sferrarlo sia il consigliere comunale Manlio Messina, intervenuto nel corso dell’ultima seduta consiliare di oggi 17 febbraio, che l’associazione “Catania Bene Comune. Al centro dell’attenzione la situazione dell’ufficio stampa del comune etneo e la posizione ricoperta da due giornalisti: Giovanni Iozzia e Giuseppe Lazzaro Danzuso.

Manlio Messina chiede di fare chiarezza in merito e attacca duramente l’amministrazione, rivolgendo un appello personale all’assessore D’Agata:  “Fu proprio lei, Rosario D’Agata, a denunciare l’amministrazione Scapagnini quando si assunsero 2 addetti stampa nonostante il comune fosse provvisto di un ufficio stampa. Nel 2011, in merito a questo episodio, ben 21 assessori, compreso sindaco e dirigenti, con sentenza della Corte dei conti, vennero condannati a ripagare per danno erariale”

“Mi chiedo oggi - continua Messina - qual è la differenza tra amministrazione precedente, di 10 anni fa, e l’attuale? Vi dico che prima al Comune avevano la dignità di contrattualizzare le persone. Hanno fatto un danno erariale, ed è stato pagato, ma voi invece le persone le fate entrare senza contrattualizzarle. Quelle persone, per cui venne condannata l’amministrazione vecchia, si chiamano, Iozzia e Lanzaro Donzuso, quest’ultimo  attuale addetto stampa dell’Asec trade. Le stesse 2 persone, se lei va a verificare il portale dell’ufficio stampa del comune di Catania, il quale dovrebbe essere riservato, tant’è che nella mia azione ispettiva ho avuto difficoltà ad accedervi,  hanno accesso a tutte le password del portale del comune. Risultano infatti mail dei 2 signori in questione dove si vede scrivono articoli e decine di comunicati stampa per conto dell’amministrazione”

Il consigliere di Area Popolare avanza inoltre numerosi quesiti in attesa di chiarimento: “Ora dico lei, Rosario D’Agata, denuncia Scapagnini e sta in silenzio adesso? Secondo quale principio questi signori utilizzano il portale del comune, con quali password e chi e ha date loro. Come mai li trovo regolarmente seduti negli uffici del comune, utilizzando computer, secondo quale contratto e legge? Tra questi 2 signori, Danzuso pensate un po’ è colui che secondo l’Ordine dovrebbe vigilare che tutti i giornalisti si comportino secondo principi idonei ad appartenere all’Ordine stesso. Garante dell’organo di garanzia, ma che lavora abusivamente per un ente, pagato per l’Asec trade e scrive articoli per il comune. Anche Iozzia -  indicato come possibile vincitore del bando Amt -  scrive per il comune, non si sa secondo quale contratto.  Come mai ufficio stampa non firma inoltre gli articoli mandati, gli unici che compaiono riportano la dicitura ufficio stampa, invece nell’Ordine dichara esplicitaente che tutti i giornalisti devono rispettare i diìritti d’autore e quindi fare firmare articoli con nome e cognome”. “Vorremmo – conclude Messina – vedere se eventualmente queste persone hanno contratti di portavoce personali del sindaco”.

Alle accuse di Messina fanno seguito le dichiarazioni di “CataniaBene Comune”. L’accusa rivolta all’amministrazione Bianco “è di aver trovato l’incarico all’interno delle società partecipate per gli ex consulenti esterni di Scapagnini”.

“Nonostante la sentenza della Corte dei Conti, - tuonano gli esponenti di del movimento - nonostante la condanna al pagamento di decine di migliaia di euro agli amministratori che si sono resi responsabili dell'assunzione di Petrina, Danzuso e Iozzia, l'Amministrazione Bianco decide di far rientrare dalla finestra ciò che è uscito, dopo una condanna, dalla porta. I tanto bersagliati consulenti esterni della Giunta Scapagnini, contro i quali Bianco, D'Agata, Licandro si sono tanto schierati, ecco che tentano di ritornare. Non più però pagati direttamente dal Comune ma dalle sue partecipate. Il Comune, si sa, non può assumere senza passare al vaglio serrato della Corte dei Conti, così, colpo di genio e di furbizia, l'assunzione viene tentata attraverso le partecipate AMT e Asec Trade. A che scopo?"

"Sui profili legali della vicenda, - continuano - sulla gravissima situazione del bando AMT per cui il Presidente conosce già il vincitore, dovranno essere la magistratura e la Corte dei Conti a fare chiarezza. È un fatto però che, da quando si è insediata la Giunta Bianco, durante le conferenze stampa dell'amministrazione comunale e del Sindaco sia sempre presente Danzuso, nonostante non ne avrebbe alcun titolo essendo un dipendente dell'Asec Trade e non avendo alcun incarico al Comune di Catania."

"Catania Bene Comune chiede chiarezza e il ripristino immediato della legalità al Comune di Catania. Il Bando dell'AMT è evidente che va subito revocato così come va fatta luce sulle modalità del conferimento dell'incarico a Giuseppe Lazzaro Danzuso ad Asec Trade. Sindaco e amministrazione comunale hanno poi il dovere di garantire trasparenza sulle modalità di funzionamento dell'Ufficio Stampa del Comune in quanto tale ufficio, pagato con soldi pubblici, non svolge l'attività di “addetto stampa” del Sindaco ma risponde all'interesse collettivo dell'intera cittadinanza."

"Lo sperpero di denaro pubblico  conclude l'associazione - che si delinea con l'assunzione di un addetto stampa per Asec Trade e con l'eventuale assunzione di un addetto stampa all'AMT è inaccettabile e di gravità inaudita. La stessa amministrazione che riduce le ore di lavoro e lo stipendio ai lavoratori Multiservizi, che riduce il personale degli asili nido non può permettersi di regalare inutili posti di addetto stampa nelle sue partecipate. Ribadiamo la necessità di un intervento della magistratura e della Corte dei Conti su fatti che riportano Catania nella sua era più buia. Altro che rinnovamento, altro che primavera".

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