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Immigrati "ospiti" del Calatino, il racconto di Mamadi: "Adesso sono felice"

Partito dal Gambia, ha attraversato il Senegal, Mali, Burkina Faso, passando per il deserto del Niger, della Libia, per poi partire con il gommone, sbarcare a Lampedusa, ed essere trasferito a Caltagirone. "Adesso che sono qui sono davvero felice: vorrei fare molte cose in futuro"

Finisce con Mamadi, 19 anni - che vive al centro Sprar di Caltagirone - il nostro racconto su come gli immigrati vengono accolti dai centri calatini.

Il modello di accoglienza si distingue nettamente da quello fornito presso il Cara di Mineo, considerato che il numero dei beneficiari è nettamente inferiore: gli interventi sono personalizzati, rivolti a ciascun ragazzo e, con il supporto della realtà del “terzo settore”, offrono servizi di consulenza legale, mediazione linguistico-culturale, sostegno psico-relazionale, assistenza sanitaria, orientamento ed accompagnamento ai servizi presenti sul territorio, e ancora iscrizione anagrafica e al centro per l’impiego, attività di socializzazione ed integrazione.


E vediamo come vive Mamadi a Caltagirone. “Vengo dal Gambia, sono cresciuto con mia mamma, perché mio padre è andato via prima che nascessi. Per mantenermi mia mamma raccoglieva frutta e la rivendeva per sfamare me e la mia sorella più piccola. Non ho mai frequentato la scuola e nemmeno lavorato perché non c’era nessuno che poteva sostenermi, anche se per un breve periodo ho vissuto con un amico. Se in Africa non c’è chi ti aiuta, diventa impossibile viverci: in seguito alla morte di mia mamma, ho deciso di partire e ho lavorato il tempo necessario per racimolare qualche soldo e pagare chi mi ha permesso di affrontare il viaggio, prima per terra e poi in mare, fino ad arrivare in Italia".

Un viaggio terribile quello di Mamadi, lungo, diviso per diverse tappe: è partito dal Gambia ed ha attraversato il Senegal, Mali, Burkina Faso, passando per il deserto del Niger, della Libia, per poi partire con il gommone, sbarcare a Lampedusa, ed essere trasferito a Caltagirone a fine giugno. 
“Adesso che sono qui sono davvero felice: vorrei fare molte cose in futuro, sono un amante dello sport e soprattutto del calcio”.

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