Invalidità e legge 104, Epas: "Tempi lunghi per le visite, danno economico e sociale"

È l'allarme lanciato da Sebastiano Pittari, direttore provinciale del patronato, disapplicate anche le corsie preferenziali per garantire malati oncologici o non vedenti

"Le visite per il riconoscimento dell'invalidità civile e legge 104 vanno più che a rilento. Un problema che si riscontra principalmente nelle Asp di Catania, ma anche in molte sedi periferiche. Ne risultano compromessi i diritti fondamentali della persona creando un doppio problema, economico e sociale". È l'allarme di Sebastiano Pittari, direttore provinciale del patronato Epas. Disapplicate anche le corsie preferenziali per garantire malati oncologici o non vedenti. Dovrebbero essere visitati entro 15 giorni e invece aspettano da mesi. La situazione è già in crisi da tempo. Dopo la denuncia Epas del luglio scorso, in cui si lamentava un blocco totale delle visite per mancanza di locali adatti a garantire il distanziamento, qualcosa è cambiato, "ma talmente poco che non si può davvero definirlo un servizio - dce Pittari -. Inoltre - aggiunge - sembra che nei giorni scorsi si siano fermati di nuovo". I numeri parlano chiaro.

Sono solo 150 le visite mediche eseguite delle 500 richieste presentate tra aprile e ottobre in sette sedi zonali Epas (Via Dottor Consoli, Via Caronda e Via Galermo a Catania e cui si aggiungono quelle di San Giovanni la Punta, Belpasso e Giarre). Guardando i dati della sola sede di via Dottor Consoli, su 60 richieste presentate nel mese di luglio sono andate a visita solo 12 persone, 3 su 22 ad agosto, una su 21 a settembre e due su 33 a ottobre. La commissione specifica per i non vendenti non ha chiamato proprio nessuno e una signora aspetta la convocazione addirittura da gennaio 2020. Sebbene la cifra di invalidità non è alta si crea comunque un danno economico a chi ne ha esigenza. Si tratta di poche centinaia di euro al mese, poco meno di 300 per l'invalidità a cui se ne aggiungono circa 500 per chi ha diritto anche all'accompagnamento. Insomma, non si superano gli 800 euro. Accanto al problema economico ce n'è anche uno sociale. Senza il riconoscimento dell'invalidità civile e della 104 infatti, i familiari non possono giovare dei permessi o dei congedi riconosciuti dalla legge per accudire i propri cari. Non si può neanche chiedere l'assistenza comunale. "Sono persone che ne hanno bisogno, che soffrono e che cercano di avere applicato un loro diritto chiedendo un aiuto alla Stato. Nei fatti però sono abbandonati e devono provvedere privatamente alla loro assistenza. Il danno oltre la beffa. La situazione è grave e insostenibile. Chiediamo che si trovi subito una soluzione perché con questi ritmi neanche entro Natale si riusciranno a smaltire tutte le pratiche e ogni giorno se ne aggiungono di nuove", conclude Sebastiano Pittari.

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