Lavoratori forestali in cerca di dignità, Mannino (Cgil): “In agricoltura condizioni di schiavitù”

E' ora che il governo regionale cambi rotta, mettendo al centro dignità e lavoro dei Forestali, comparto alle prese con una vertenza che nel Catanese riguarda circa 4 mila lavoratori. In agricoltura, condizioni di schiavitù

Lo sviluppo può prendere il via, dal patrimonio boschivo e dall' “economia verde”, con un occhio puntato alla legalità nei campi. Un “capitale” naturale, un comparto forestale in cerca di rilancio. Un nodo irrisolto che si trascina da anni; un dramma sociale per gli impegni spesso disattesi dai governi regionali che si sono avvicendati, pagati a caro prezzo dai lavoratori forestali etnei e isolani e che rischia di danneggiarne il nostro immenso patrimonio boschivo e ambientale. Va in scena sempre lo stesso allarmante copione: mancanza di fondi per il settore agro-forestale o risorse che arrivano in ritardo o comunque non in tempo per rispettare le fasi “colturali”. Padri di famiglia alle prese con problemi occupazionali, che rivendicano garanzie sul loro futuro, e che nel contempo assicurano il contrasto all'emergenza incendi, a salvaguardia del nostro patrimonio boschivo. Il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, anche alla guida della Flai-Cgil Sicilia (la federazione dei lavoratori dell’agroindustria), già segretario provinciale catanese della stessa sigla sindacale del comparto forestale Flai-Cgil, interviene sulla spinosa questione: “E' ora che il governo regionale cambi rotta - dice il segretario alla guida della Camera del lavoro regionale - mettendo al centro dignità e lavoro dei forestali. Un comparto, che al momento è alle prese con una vertenza delicata, che nel Catanese riguarda circa 4 mila lavoratori, nella speranza che finalmente il governo apra il confronto sulla nostra piattaforma, che unitamente alle altre sigle di categoria Fai-Cisl e Uila-Uil, abbiamo rilanciato con l’iniziativa 'sveglia regione' del 4 aprile”.

Quali segnali giungono dal governo Musumeci?

“Sulla riforma nulla. C'è maggiore attenzione verso il Corpo forestale siciliano con nuove assunzioni. Il prossimo passo, cioè individuate le risorse, dovrebbe essere quello dei concorsi, almeno questo sembra essere l'intenzione già espressa del presidente della Regione Nello Musumeci, dopo l’approvazione all’Ars dell’articolo 8 del collegato alla legge finanziaria. L'auspicio è che, alle parole, seguano fatti concreti già annunciati. Fra l'altro, a causa dei pensionamenti, l'organico si è ridotto notevolmente, e con un’età media dei lavoratori ad oggi di oltre cinquant’anni. Non ci resta che attendere i lavori del parlamento siciliano, al fine di vedere valorizzato adeguatamente come una risorsa e non come un 'peso', il corpo forestale e, in particolare, il servizio antincendio boschivo”.

Le tre maggiori sigle sindacali di categoria, la Flai-Cgil, la Fai-Cisl e la Uila-Uil, vigileranno anche sul settore agricolo?

“Da segretario anche di categoria, posso affermare che, i nodi da dipanare nel settore agricolo e forestale, sono parecchi: vicende regionali con vertenze aperte sia nel comparto forestale che per quanto attiene al consorzio di bonifica nei nostri territori provinciali. Apro una parentesi sui consorzi, che rappresentano una materia strategica per la nostra agricoltura, specie nel Catanese: bisogna cambiare rotta, oggi i lavoratori vivono una condizione di incertezza e con il rischio che questo ente non riesca ad erogare un servizio adeguato per gli agricoltori della piana di Catania. Poi ci sono i drammi veri e propri: il lavoro nero in agricoltura, comparto dove una giornata di lavoro su due, è in nero, sottopagata, non messa in regola. Quindi con lavoratori privi di qualsiasi tutela e protezione sociale; addirittura esistono casi di lavoratori e lavoratrici, costretti a subire condizioni di vera e propria schiavitù. L'auspicio è che, questa nuova fase politica, possa mettere in campo iniziative di contrasto verso queste vere e proprie criticità partendo dalla istituzione anche in Sicilia delle sezioni territoriali del lavoro agricolo di qualità”.

Qualche numero su queste criticità nel territorio ai piedi dell'Etna?

“Secondo i dati in mio possesso - conclude il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino -, a Catania ci sono circa due milioni di giornate di lavoro regolarmente riconosciute, ma ce ne sono almeno un milione e mezzo che sono prive di qualsiasi forma di tutela. Ciò che però mi preme sottolineare, è che l'intero settore agro-alimentare può rappresentare un motore di sviluppo per la crescita del territorio: possediamo capacità e potenzialità ancòra inespresse. La nostra agricoltura, ha varietà e tipicità di assoluto valore: le arance rosse e i limoni della zona jonica, il pistacchio di Bronte, le mele e le ciliegie dell'Etna, il vino rosso dei vitigni dell'Etna, la fragolina di Maletto, senza dimenticare il nostro olio 'dop' del vulcano. Servirebbe certamente maggiore capacità delle nostre aziende agricole, di fare rete, di fare 'filiera' ”.

Un accenno al vostro recente documento di proposta di riordino del comparto forestale...

“Le tre sigle sindacali di categoria delle organizzazioni confederali, hanno predisposto un programma attuabile, che mira a riportare al centro dell'attenzione nella nostra regione, una nuova questione forestale, con un testo unico sulla forestazione: occorre anche in Sicilia ricondurre tutta la materia di intervento sul territorio, non solo con un testo unico, ma con un’unica 'governance' del settore. Un capitale naturale, trattato come bene di rilevante interesse pubblico da tutelare e valorizzare per la stabilità e il benessere delle generazioni presenti e future. L'obiettivo - come si legge nel programma - è dunque quello di tutelare e valorizzare il patrimonio forestale, il territorio e il paesaggio, rafforzando le filiere forestali e la multifunzionalità e la diversità delle risorse, lo sviluppo socio-economico delle aree montane e interne, la salvaguardia ambientale, la lotta e l’adattamento al cambiamento climatico. La Sicilia non può non costruire una strategia regionale forestale che fissi le linee guida per i prossimi venti anni: la materia è strategica per i nostri territori, in quanto presenta caratteristiche che investono settori sempre più trasversali, che incrocia diverse politiche, da quella economica a quella ambientale, da quella energetica al sociale e culturale. La forestale e la funzione del bosco e dei settori produttivi, ad esso correlati, assumono un ruolo strategico per il rilancio economico della nostra regione in un contesto in cui la 'green economy' assume un'importanza fondamentale per la crescita imprenditoriale ed occupazionale”.

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Infine, per Mannino, “la nostra proposta, in sintesi mira a far fronte in maniera più efficace, alle urgenti necessità di tutela e gestione delle attiva del territorio siciliano, contrastando l’abbandono colturale e il declino demografico nelle aree montane e rurali, e a garantire la conservazione ambientale e paesaggistica, lo sviluppo di nuove 'economie verdi' e la crescita occupazionale in particolare nelle aree interne del della nostra isola”.

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