Lia, scomparsa da sabato scorso: "rapita" dalla mamma etiope

Di lei non si hanno più notizie da quando è stata strappata alla famiglia che l'aveva in tutela. Da qui l'appello dei Carabellò: "Vogliamo solo sapere se sono al sicuro. Magari legalmente non abbiamo i diritti, ma c'è una bimba che aveva un bellissimo presente alla quale è stato tolto il futuro"

foto da facebook

Sta facendo il giro dei social, la foto di Lia. La chiamano "cioccolattino", è una bambina etiope che compirà 6 anni a Natale. Tutto nasce da un post pubblicato su Facebook dalla famiglia che l'aveva in tutela e che, in poche ore, sta facendo il giro di tutte le bacheche. "Questa bambina si chiama Lia ed è stata portata via alla famiglia adottiva (la nostra) se qualcuno la dovesse vedere per favore contattatemi con urgenza. Ringrazio in anticipo tutti i miei amici e se potete condividete e fatelo fare ad altri vostri amici in modo tale da spargere questa voce e riuscire a riportarla a casa.....vi prego di aiutarci".

Di lei non si hanno più notizie da sabato scorso. La sua storia comincia quando i suoi giovani genitori fuggono dall'Etiopia su due carrette del mare: uomini da una parte e donne dall'altra. Lui, però, non sopravvive. La donna, Eskedar Dagnaw si. Appena giunta in Sicilia, viene ospitata all’Istituto Santa Maria degli Angeli e nasce Lia. A vegliare su mamma e figlia c'è Michela Carabellò.

La donna etiope trova lavoro a Caltagirone e lascia l'istituto con la figlia. Le cose però non vanno come avrebbe voluto e chiede aiuto a Michela che le ospita a casa. Eskedar lascia poi la casa mentre la bambina rimane con i Carabellò.

"La mamma di Lia era sempre assente - spiega Michela - noi abbiamo accolto la bambina. Chiama mio padre papà anche se sa di avere avuto un altro papà. Da quest'anno va a scuola alla Brancati e fa danza classica da un anno".

Ma da sabato la bambina è sparita perchè la mamma l'ha "rapita". "Eskedar ha telefonato chiedendo di incontrare sua figlia - racconta Michela - come faceva ogni tanto. Ma questa volta ho avuto paura, da qualche settimana parlava di fare un viaggio da clandestina per raggiungere un altro paese. Diceva che le avevano chiesto 3500 euro ma con la bambina lo avrebbe fatto gratis".

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Da qui l'appello della famiglia Carabellò: "Vogliamo solo sapere se sono al sicuro. Magari legalmente non abbiamo i diritti, ma c'è una bimba che aveva un bellissimo presente alla quale è stato tolto il futuro".

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