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Manichini a seno nudo in Circonvallazione: "La rimozione non basta"

Con una lettera aperta al Sindaco e all'assessore alle pari opportunità le responsabili di Udi Catania chiedono di conoscere chi ha lanciato l'iniziativa e sapere quali provvedimenti ha deciso di prendere l'amministrazione comunale

"La rimozione non basta! La trovata di un manichino a seno nudo per segnalare i lavori sulla circonvallazione di Catania è la rappresentazione plastica di quello che accade ogni giorno: il corpo delle donne da esibire, da violare, da offendere senza conseguenze. È grave che non si riesca a cogliere questa connessione, che non si riesca ad assumere pienamente una 'responsabilità collettiva' che fermi tutti gli atteggiamenti sconsiderati che generano la violenza, la minimizzano, alla fine la assolvono". Con queste parole si apre la lettera scritta dalle responsabili Udi di Catania e indirizzata al sindaco Pogliese e all'assessore alle pari opportunità del comune di Catania, dopo i manichini a seno nudo comparsi sulla circonvallazione della città per segnalare lavori stradali.

"Molti ritengono forse che vi siano problemi più gravi di cui occuparsi. Le donne - prosegue la lettera - non hanno un problema più grande di quello della violenza sui loro corpi. Gli uomini devono trovare altri modi per rallentare il traffico. È grave che chi lavora a nome di una Istituzione abbia potuto pensare di prendere un’iniziativa 'goliardica' che si ritiene non generi conseguenze, come spesso avviene con riferimento alle diverse forme di violenza di genere. Ancora più grave se si tratta di un lavoro finanziato da tutte e tutti. Da oggi sappiamo che oltre alla segnaletica orizzontale e verticale c’è quella che utilizza il corpo nudo delle donne. Un bel primato quello conseguito da Catania con questo gesto!"- 

In conclusione Giovanna Crivelli e Adriana Laudani fanno delle richieste precise all'amministrazione comunale: "Chiediamo: 1. Di conoscere il nome del/i responsabili di un atto così gravemente irrispettoso verso le donne e tutta la società civile 2. Di conoscere quali provvedimenti l’Amministrazione intende adottare con la massima urgenza per accertare e perseguire le responsabilità che ne derivano 3. Che tutti gli atti, i provvedimenti e i documenti relativi al fatto denunciato siano resi pubblici 4. Che sia espressamente confermata l’adesione del Comune di Catania alle “Città libere dalle pubblicità lesive” e che sia immediatamente convocato il tavolo di lavoro, già istituto, per rendere effettivi gli impegni a suo tempo assunti dal consiglio comunale".

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