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Domenica, 26 Giugno 2022
Cronaca

Migranti, nave Diciotti ormeggiata a Catania ma nessuno sbarco

Intanto, ieri sera, è stato diffuso l'appello di 15 associazioni e movimenti civili perché i migranti a bordo della nave della Guardia costiera Diciotti vengano lasciati sbarcare

Ha fatto ingresso nel porto di Catania ieri sera, intorno alle 23.30, la nave Diciotti della Guardia costiera con a bordo 177 migranti rimasti in rada a Lampedusa per cinque giorni. Dopo i numerosi appelli anche al capo dello Stato Sergio Mattarella perché intervenisse per superare il braccio di ferro tra Italia e Malta, nel pomeriggio di ieri la situazione si è sbloccata e l'imbarcazione ha fatto rotta verso la Sicilia. Sul molo Levante la Diciotti resta ormeggiata ma al momento non è stato previsto nessuno sbarco. Per tutta la notte al porto è stato organizzato un servizio di vigilanza. A bordo della nave ci sarebbero anche diversi minori non accompagnati.  

La Diciotti in porto - Guarda il video

Intanto, ieri sera, è stato diffuso l'appello di 15 associazioni e movimenti civili perché i migranti a bordo della nave della Guardia costiera Diciotti vengano lasciati sbarcare. "Catania è citta' di solidarieta' e accoglienza e vogliamo che il nostro porto sia immediatamente aperto e che le autorita' lascino sbarcare le persone dalla nave Diciotti", si legge nel messaggio, "nessuna donna e nessun uomo e' illegale. Restiamo umani".

"Da molti giorni", si legge ancora nell'appello, "donne, bambini e uomini, fuggiti dalla miseria, dalla guerra e dai lager libici dove hanno subito le violenze dei trafficanti di esseri umani, si trovano sulla nave della Guardia Costiera italiana Diciotti. E' inaccettabile la scelta del Governo italiano, e in particolare del ministro dell'Interno Matteo Salvini, di impedire lo sbarco nel territorio italiano di persone stremate e in precarie condizioni di salute. Nessun obiettivo politico del Governo - conclude la nota - puo' giustificare l'utilizzo di centinaia di vite umane come arma di ricatto, considerate carne da macello, non vite e speranze, ma numeri da distribuire o respingere".

L'appello e' stato sottoscritto da Lila, Femministorie, I Siciliani giovani, Orione, Welcome to Europe, COPE, Restiamo Umani, Rete Antirazzista catanese, Cobas, Catania Bene Comune, Comitato No Muos-No Sigonella, la citta' felice, Ragna-tela, Sunia Catania, Emergency gruppo territoriale di Catania. 

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