Migranti, nave Diciotti ormeggiata a Catania ma nessuno sbarco

Intanto, ieri sera, è stato diffuso l'appello di 15 associazioni e movimenti civili perché i migranti a bordo della nave della Guardia costiera Diciotti vengano lasciati sbarcare

La nave Diciotti durante le manovre in banchina per l'attracco

Ha fatto ingresso nel porto di Catania ieri sera, intorno alle 23.30, la nave Diciotti della Guardia costiera con a bordo 177 migranti rimasti in rada a Lampedusa per cinque giorni. Dopo i numerosi appelli anche al capo dello Stato Sergio Mattarella perché intervenisse per superare il braccio di ferro tra Italia e Malta, nel pomeriggio di ieri la situazione si è sbloccata e l'imbarcazione ha fatto rotta verso la Sicilia. Sul molo Levante la Diciotti resta ormeggiata ma al momento non è stato previsto nessuno sbarco. Per tutta la notte al porto è stato organizzato un servizio di vigilanza. A bordo della nave ci sarebbero anche diversi minori non accompagnati.  

La Diciotti in porto - Guarda il video

Intanto, ieri sera, è stato diffuso l'appello di 15 associazioni e movimenti civili perché i migranti a bordo della nave della Guardia costiera Diciotti vengano lasciati sbarcare. "Catania è citta' di solidarieta' e accoglienza e vogliamo che il nostro porto sia immediatamente aperto e che le autorita' lascino sbarcare le persone dalla nave Diciotti", si legge nel messaggio, "nessuna donna e nessun uomo e' illegale. Restiamo umani".

"Da molti giorni", si legge ancora nell'appello, "donne, bambini e uomini, fuggiti dalla miseria, dalla guerra e dai lager libici dove hanno subito le violenze dei trafficanti di esseri umani, si trovano sulla nave della Guardia Costiera italiana Diciotti. E' inaccettabile la scelta del Governo italiano, e in particolare del ministro dell'Interno Matteo Salvini, di impedire lo sbarco nel territorio italiano di persone stremate e in precarie condizioni di salute. Nessun obiettivo politico del Governo - conclude la nota - puo' giustificare l'utilizzo di centinaia di vite umane come arma di ricatto, considerate carne da macello, non vite e speranze, ma numeri da distribuire o respingere".

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L'appello e' stato sottoscritto da Lila, Femministorie, I Siciliani giovani, Orione, Welcome to Europe, COPE, Restiamo Umani, Rete Antirazzista catanese, Cobas, Catania Bene Comune, Comitato No Muos-No Sigonella, la citta' felice, Ragna-tela, Sunia Catania, Emergency gruppo territoriale di Catania. 

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