Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Colpi di pistola contro l'imprenditore Bacci: arrestato un catanese

Il 48enne catanese Giuseppe Raffone minacciava l'industriale amico di Matteo Renzi per conto di un altro imprenditore, Pasquale D'Alterio

In foto l'imprenditore Andrea Bacci

Due sono le persone arrestate per aver sparato, minacciato ed estorto denaro all'imprenditore fiorentino Andrea Bacci, amico dell'ex premier Matteo Renzi, inquisito per bancarotta fraudolenta. Tra loro anche un catanese. Contro la sua auto e l'insegna della pelletteria AB Florence a Scandicci, furono esplosi alcuni colpi di pistola. Ora, con l'accusa di concorso in estorsione continuata e porto illegale di arma da fuoco, sono stati arrestati Pasquale D'Alterio, 44 anni, un imprenditore di origine napoletana residente nel pistoiese e Giuseppe Raffone, 48 anni, originario di Catania. Altre due persone sono al momento indagate.

Le indagini avrebbero permesso di appurare che Bacci, e l'amministratore della Coam, Fabio Bettucci, erano stati minacciati pesantemente dal catanese Raffone, che avrebbe agito per conto di D'Alterio, fino ai colpi di pistola sparati lo scorso  23 gennaio. Tutto sarebbe stato ricostruito grazie alle immagini delle telecamere diScandicci, ma anche grazie a una serie di intercettazioni telefoniche. Tra la Coam e la Fcm di D'Alterio era stato raggiunto un accordo prima della richiesta di bancarotta: a parziale copertura del credito Bacci gli avrebbe ceduto un appartamento in costruzione a Livorno. Al compromesso non fece seguito il contratto proprio per l'inchiesta della procura. Le indagini però, secondo il procuratore capo Creazzo, non sono ancora chiuse

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