Palanesima distrutto, comitato Terranostra: "Recuperare la struttura è possibile"

Il comitato spontaneo, rappresentato dal presidente Nico Sofia, chiede uno sforzo ad amministrazione e tessuto imprenditoriale della città. "Con agevolazioni fiscali oppure riduzione delle tasse ogni imprenditore si potrebbe assumere gli oneri di recuperare e ristrutturare una parte della struttura"

Il comitato spontaneo "Terranostra" accende i riflettori sull'annosa situazione del Palanesima, abbandonato a se stesso da tantissimo tempo ormai. "Nonostante le pessime condizioni in cui si trova la struttura tra Catania e Misterbianco, la gente del nostro quartiere non ha completamente perso le speranze di riavere un Palanesima completamente ristrutturato e pronto ad accogliere ancora manifestazioni sportive e culturali che andrebbero a migliorare il volto dell’intero territorio" tuona il comitato"

"Oggi la realtà parla di un luogo completamente abbandonato e preda di continui attacchi vandalici e furti. I controlli delle forze dell’ordine hanno portato, in alcuni casi, all’arresto in flagranza di reato dei ladri. Sfortunatamente, per un delinquente colto sul fatto, tanti altri riescono a farla franca ed oggi, a pochi passi dalla piscina comunale, ci ritroviamo con la più grande incompiuta di Catania"

"Il comitato spontaneo “Terranostra”, attraverso il suo presidente Nico Sofia, lancia ancora una volta a tutte le istituzioni e le forze politiche, sociali e imprenditoriali cittadine di farsi carico del problema cercando di risolverlo attraverso un piano di lavoro che potrebbe essere diversificato in diverse fasi ben stabilite. Un procedimento che potrebbe ricalcare il recupero del polifunzionale di Monte Po. Naturalmente il Palanesima rappresenta un caso unico nel suo genere ma lasciarlo in queste condizioni, tra il completo immobilismo, rappresenta uno scenario che “Terranostra”, insieme a tutte le altre associazioni che operano nel quartiere, non vuole prendere nemmeno in considerazione. Porte scardinate, vetri in frantumi, seggiolini divelti,muri imbrattati, arredo urbano distrutto oltre alla mancanza di un servizio di sorveglianza: c’è da chiedersi che fine abbia fatto lo “sblocca Italia” varato dal premier Renzi e adottato dall’amministrazione comunale"

"Come presidente del comitato - tuona Nico Sofia - chiedo al Sindaco di creare un tavolo tecnico dove si possa dare vita ad una profonda sinergia con gli imprenditori ed i presidenti delle società sportive del capoluogo etneo. In cambio di agevolazioni fiscali oppure riduzione delle tasse ogni imprenditore si potrebbe assumere gli oneri di recuperare e ristrutturare una parte di quella che a tutti gli effetti rappresenta una cittadella dello sport. Si tratta di una cooperazione dai grandi vantaggi per tutti con l’amministrazione e le forze dell’ordine impegnate ad assicurare la vigilanza dell’impianto per evitare altre visite da parte dei ladri. Senza una reale volontà di rimboccarsi le maniche e fare qualcosa di concreto per questo impianto tutto il quartiere teme di dover fare i conti, per chissà quanti altri anni ancora, con uno scheletro di cemento armato finito ormai in mano alla microcriminalità"

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