Pogliese fa chiarezza sull'ordinanza "anti bivacco": "E' per chi sporca, imbratta e disturba"

"Anzitutto non è vero che è contro i senzatetto", ci tiene a precisare Pogliese con un post pubblicato su Facebook. "Noi vogliamo affermare un principio di buonsenso"

Fontana di piazza Teatro Massimo danneggiata dai vandali nel giugno del 2015.

Vietare il bivacco nelle strade del centro e sanzionare l'imbrattamento dei monumenti storici. Sarebbe questo il vero senso dell'ordinanza firmata dal sindaco Pogliese che ha fatto discutere in questi ultimi giorni. Rivolta, quindi, alle persone che sporcano, imbrattano e disturbano e che saranno sanzionate per tutelare il decoro della città. Un provvedimento che ha generato polemiche tra le associazioni che operano nel sociale e discussioni varie sui social network, perchè giudicato contro il disagio sociale e contro chi vive in condizioni di assoluta povertà.

"Anzitutto non è vero che è contro i senzatetto", ci tiene a precisare Pogliese con un post pubblicato su Facebook. "Noi vogliamo affermare un principio di buonsenso - continua il Sindaco - per chi crea disordine, sporca, imbratta e disturba, non c’è posto nelle strade del nostro barocco -. E lo affermeremo. Con gli strumenti che la legge ci dà: quello dell’ordinanza che, come prevede il Decreto Minniti dell’aprile dello scorso anno e che città patrimonio dell’Unesco hanno adottato (vedi Firenze e Roma), deve prevedere necessariamente anche una sanzione, seppur formale, senza la quale il divieto non sarebbe effettivo; cosa che invece avviene con l’ordinanza e la previsione teorica di sanzione. Oppure pensiamo ai tanti che molestano nelle strade o addirittura imbrattano i monumenti o li danneggiano, fenomeno in netta crescita purtroppo a Catania: insieme alle forze dell'ordine vogliamo reprimere questi comportamenti, non altro".

"Mi rendo conto, però, che in un periodo di fake news, agitare gli animi con gli slogan è molto più semplice che lavorare seriamente alle soluzioni possibili. Noi, anzi - lo ripeto -vogliamo togliere i senza tetto dalle strade, proponendo loro un rifugio accogliente e dignitoso; lavorando fianco a fianco con le associazioni di volontariato, che per fortuna hanno compreso lo spirito della nostra iniziativa e che martedì incontrerò assieme alle assistenti dei nostri servizi sociali. Si può pensare anche all’utilizzo di immobili confiscati alla mafia da adibire allo scopo. Garantisco che le persone in stato di bisogno non solo non verranno toccate dall’ordinanza, anzi: col monitoraggio costante che verrà attuato, potranno avere più occasioni per trovare sistemazioni sicure e dignitose. Ma vogliamo togliere i balordi dalle nostre strade, facendogli capire che a Catania non c’è più posto per loro cancellando un certo andazzo da città senza regole quale si era ridotta, crocevia di centinaia di malintenzionati provenienti dalle più disparate parti del mondo. Questi sono i fatti. Sui fatti sono disponibile al confronto. Con tutti. Un po' meno con coloro i quali hanno amministrato questa città fino a venti giorni fa riducendola a terra di facile conquista e che oggi si sono riscoperti novelli mago Otelma, addirittura difensori zelanti delle povertà che per anni hanno fatto finta di non vedere. Perché non si capisce dove finisce il senso del ridicolo e dove comincia la disonestà intellettuale", conclude il post che ha come immagine la fontana di piazza Teatro Massimo danneggiata dai vandali nel giugno del 2015.

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