Processo Lombardo: udienza dell'appello per concorso esterno

La difesa ha invece richiesto di ammettere una serie di produzioni documentali come alcuni tabulati telefonici che dimostrerebbero, contrariamente a quanto sostenuto anche nella sentenza di primo grado, l’inesistenza di un incontro nel 2001 tra Raffaele Lombardo e Rosario Di Dio

Si è tenuta questa mattina l’udienza del processo d’appello per l’ex presidente della Regione Raffaele Lombardo, condannato in primo grado per concorso esterno.

L'ex presidente della Regione, presente in aula, è difeso dagli avvocati Alessandro Benedetti e Guido Ziccone. Nel corso dell’udienza, tenutasi presso la terza sezione penale del tribunale di Catania, la presidente Tiziana Carrubba (a latere Zumbo e Muscarella) ha ascoltato le richieste di ammissione di prove avanzate dall’accusa e dalla difesa. Il procuratore generale Gaetano Siscaro e il magistrato Agata Boscarino hanno chiesto di ammettere diversi elementi e, in particolare, le dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, tra cui Fabrizio Nizza, Giuseppe Scollo e Vito Galatolo.

La difesa ha invece richiesto di ammettere una serie di produzioni documentali come alcuni tabulati telefonici che dimostrerebbero, contrariamente a quanto sostenuto anche nella sentenza di primo grado, l’inesistenza di un incontro nel 2001 tra Raffaele Lombardo e Rosario Di Dio in quanto l'ex presidente non sarebbe mai passato nella zona supposta nel periodo contestato.

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Inoltre la difesa ha chiesto l’ammissione di alcuni documenti volti a dimostrare l’inesistenza di un ruolo di Lombardo nell’iter amministrativo e burocratico nei lavori per i parchi commerciali chiedendo, altresì, di sentire come testimoni le persone coinvolte nell’intercettazione ambientale nella sede del giornale La Sicilia. Ciò per verificare quale tipo di interessamento abbia avuto Raffaele Lombardo nella vicenda visto che la sentenza di primo grado si è basata per larga parte proprio su quella intercettazione. Quest'ultima era stata depositata nell’udienza immediatamente precedente alla sentenza e non vi era stata la possibilità, come chiesto dai legali dell’ex presidente, di sentire i testimoni.

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