Protestano cittadini e sindacati a Librino: "Dov'è finito l'ospedale San Marco?"

Questa mattina, a 24 ore dalla chiusura dal pronto soccorso Vittorio Emanuele proprio davanti all'ospedale del quartiere centinaia di cittadini si sono riuniti in presidio

La domanda rivolta alle istituzioni è chiara: dove è finito l'ospedale San Marco con il suo pronto soccorso? Per la struttura, dichiarata più volte in prossimità di apertura a partire dal 2015, non vi sono ancora certezze. E questa mattina, a 24 ore dalla chiusura dello storico punto di emergenza di via Vittorio Emanuele e dall'apertura del nuovo pronto soccorso di via Santa Sofia. Proprio davanti all'ospedale di Librino ancora chiuso, alcune centinaia di cittadini si sono riunite in presidio, rispondendo all'appello fatto dalla Rete Piattaforma per Librino e dalla Rete Sociale Librino, insieme ai sindacati Cgil Cisl Uil e Ugl, alla VI Municipalità di Catania, all' UDI (Unione Donne Italiane), al Coordinamento Catanese di Volontariato C.C.V., a La Città Felice, alla Rete La Ragna Tela, al GAPA, ai Siciliani Giovani, a Spi-Cgil e FSI-USAE. Una partecipazione con pochi eguali nella storia della periferia sud, non abituata a manifestazioni di piazza, considerando anche i notevoli danni generati dallo straordinario mal tempo di ieri proprio a pochi metri dal presidio (viale Carlo Azeglio Ciampi).

Ospedale San Marco, effettuato il collaudo antisismico della struttura

“Il quartiere ha risposto in maniera attiva – ha dichiarato nel corso dell'assemblea pubblica tenutasi al presidio Sara Fagone, portavoce della Rete Piattaforma per Librino -, grazie ai volantini e al passaparola fatto dalle associazioni, dalle parrocchie, dalle scuole e persino dai caf. Tutto spontaneamente, e senza colore politico. Adesso però – ha aggiunto Fagone -, sono i politici che devono fare la propria parte, sia di maggioranza che di opposizione, ponendo la questione dell'apertura dell'ospedale praticamente pronto nella zona della città di Catania più ampia, più popolosa e più povera”. “L'importante oggi è dimostrare che tutti lavoriamo insieme per raggiungere un solo obiettivo – ha dichiarato Guglielmo Barletta, referente della Rete Sociale Librino -. L'unità fa la forza, ed è l'unico modo per ottenere l'apertura dell'ospedale. Solo insieme possiamo dimostrare che Librino non si rassegna”, ha concluso Barletta. Numerosi, nel corso della manifestazione, anche gli interventi dei rappresentanti delle altre associazioni, scuole e parrocchie del quartiere, ma non solo: a intervenire a nome delle tante rappresentanze sindacali di Cgil Cisl Uil e Ugl presenti, Rosaria Leonardi (Cgil) ha sottolineato “l'impegno per l'apertura dell'ospedale e del relativo pronto soccorso. Come fatto in passato anche con i precedenti governi regionali chiederemo una data precisa per l'apertura di questa struttura, per cui ricordo sono stati spesi 20milioni di euro”*. Un concetto ribadito anche dai rappresentanti della VI municipalità, scelti in rappresentanza dagli altri membri del consiglio di circoscrizione, Francesco Valenti (Movimento 5 Stelle) e Davide Ranno (Una scelta d'amore per Catania): “Abbiamo come priorità l'apertura dell'ospedale San Marco, e il nostro ruolo propositivo non mancherà. Anche perchè la nostra circoscrizione comprende Librino, San Giorgio, Pigno, Zia Lisa, villaggio Sant'Agata, San Giuseppe La Rena, Vaccarizzo, e siamo sicuri che questo ospedale servirà anche gli altri paesi limitrofi”.

Tra gli interventi più applauditi, quello di Padre Salvatore Cubitro, parroco della chiesa Risurrezione del Signore di viale Castagnola: “Chi lavora e vive a Librino sa bene cosa significa dver attraversare tutta la città per avere un servizio. E che ci sia questa struttura pronta qui mai aperta non possiamo permetterlo, è una struttura morta”. Tra i vari rappresentanti delle associazioni, c'è anche chi chiama in causa il sindaco Salvo Pogliese: “Signor sindaco, Lei è stato chiamato dai cittadini a garantire anche la sanità pubblica. Se mai dovrà accadere che un paziente morirà nel percorso verso l'ospedale ne subirà le conseguenze anche penali”, ha dichiarato Piero Mancuso, fondatore dei Briganti Rugby Librino. Presenti anche molti esponenti politici locali di vari partiti che, in rispetto della natura apartitica dell'iniziativa, hanno preso la parola nominando un rappresentante dell'istituzione di appartenenza. Parlando a nome dei consiglieri comunali presenti, Angelo Scuderi (Forza Italia) ha ribadito l'impegno suo e dei colleghi a portare avanti la battaglia per l'apertura del San Marco, affermando come “sia assurdo non avere in questa zona così grande un ospedale, e lo dico da abitante di Librino”.

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Stessa dinamica per l'intervento del deputato regionale Francesco Cappello (M5S), che in qualità di membro della Commissione Sanità dell'ARS ha preso l'impegno di porre la questione all'Assessore competente, il catanese Ruggero Razza: “Razza sei mesi fa ci disse che finalmente il san Marco era stato inserito nel piano di dimensionamento regionale. Ora speriamo di incontrarlo a breve per sapere come è finita”. In conclusione, prendendo spunto anche dagli impegni assunti dai politici presenti di portare la vicenda all'ordine del giorno, i rappresentanti di Rete Piattaforma per Librino Sara Fagone e Rete Sociale Librino Guglielmo Barleta hanno affermato: “Noi non ci fermeremo, questo incontro pubblico è stato solo un punto di partenza”.

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