Dopo scandalo formazione, la protesta dei dipendenti Anfe continua

I lavoratori dell'ente di formazione finito nell'occhio del ciclone a causa dell'inchiesta "Pandora", da 3 giorni sono asserragliati sui tetti della sede catanese. Chiedono garanzie sul loro futuro lavorativo ed il pagamento delle mensilità arretrate

Va avanti da tre giorni la protesta dei 180 dipendenti dell’Anfe Catania, l’istituto di formazione professionale finito nella bufera a causa dell’inchiesta “Pandora” aperta dalla procura etnea. La settimana scorsa l’assessore regionale alla Formazione, Nelli Scilabra  ha annunciato di avere firmato una direttiva indirizzata al Dipartimento per sbloccare le risorse verso l’Anfe di Catania “con l’esclusivo vincolo di destinazione al pagamento delle spese per il personale dipendente”.

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Ma ciò non basta per tranquillizzare il personale che attende ancora il saldo di 20 mensilità arretrate e nutre serie preoccupazioni per il futuro dell’ente.

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"Riteniamo di essere stati fortemente penalizzati – dichiara Mariangela Di Stefano, dipendente Anfe- insieme all’utenza per la quale lavoriamo. Stiamo parlando di minorenni a rischio che ogni giorno ci chiedono quando e se riprenderanno i corsi di formazione. Noi continuiamo la nostra protesta perché vogliamo delle garanzie sul futuro della nostra attività lavorativa. Non abbiamo niente a che fare con l’inchiesta in corso".

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