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Sciopero generale dei Cobas, si scende in piazza e si ferma il trasporto pubblico

Giornata calda oggi in 25 città d'Italia, compresa Catania. Cobas e sindacati autonomi, studenti e precari, attivisti per i diritti civili, esponenti dei centri sociali e delle "occupazioni culturali" sono scesi in piazza contro il Jobs Act, contro la Buona Scuola, contro austerità e privatizzazione dei Beni Comuni

Giornata calda oggi in 25 città d'Italia, compresa Catania. Cobas e sindacati autonomi, studenti e precari, attivisti per i diritti civili, esponenti dei centri sociali e delle "occupazioni culturali" sono scesi in piazza contro il Jobs Act, contro la Buona Scuola, contro austerità e privatizzazione dei Beni Comuni.

Lo sciopero generale e sociale di oggi avverra' in forme totalmente inedite e prevede iniziative durante tutte le 24 ore. Cortei e manifestazioni a carattere regionale o provinciale si sono tenute nelle principali città e in particolare, per quel che riguarda la partecipazione dei COBAS, a Torino, Genova, Milano, Brescia, Padova, Venezia, Trieste, Bologna, Firenze, Pisa, Lucca, Massa Carrara, Cagliari, Terni, Pescara, Napoli, Bari, Taranto, Catania, Palermo.

A Catania gli studenti sono scesi in piazza con un corteo in viale Regina Margherita. Vi hanno aderito oltre 500 giovani. Una cinquantina di aderenti al sindacato hanno manifestato, invece, con un presidio davanti la sede della prefettura.

All’Ast il personale del movimento ha incrociato le braccia dalle 9 alle 13; gli addetti agli impianti fissi e gli amministrativi le ultime 4 ore dei rispettivi turni. In Sicilia tra le vertenze più “calde” c’è proprio quella dell’Ast, azienda partecipata della Regione che si occupa del trasporto extraurbano. Domani, a partire dalle 10, si terrà un sit-in davanti alla sede centrale di Palermo in via Ugo La Malfa, indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal, Ugl e Cobas.

“Dopo anni di tagli e politiche che hanno depotenziato l’Ast – dicono Antonino La Barbera, Carlo Cataldi e Giuseppe Rizzo, componenti della segreteria regionale dei Cobas settore Trasporti – serve un segnale di discontinuità. Cominciando ad esempio con un’erogazione regolare degli stipendi, ogni mese puntualmente in ritardo; per poi passare al rinnovamento del parco mezzi e al nuovo contratto di servizio. Auspichiamo che nella legge di stabilità il governo Crocetta inserisca lo stanziamento di 28 milioni di euro, anziché i 19 milioni annunciati, per il rilancio dell’azienda”.

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