Sciopero benzinai: altri 7 giorni senza carburante

Dopo il blocco degli autotrasportatori che sta mettendo in ginocchio Catania, le sigle sindacali Anisa Confcommercio e Figisc annunciano lo sciopero dei benzinai per 7 giorni. Panico tra i cittadini

Catania è in ginocchio, l’attuale protesta degli autotrasportatori ha già provocato la chiusura di quasi tutte le pompe di benzina del territorio sciliano, adesso si aggiunge lo sciopero dei benzinai che hanno deciso di manifestare per 7 lunghi giorni, al fine di protestare contro le liberalizzazioni sulla rete del carburante ipotizzate da Mario Monti.

L’Anisa Confcommercio e la Figisc, hanno dichiarato uno sciopero nazionale sulle reti autostradali e stradali. Ma questa volta i benzinai fanno sul serio ed hanno deciso di creare un vero e proprio caos della circolazione imponendo una serrata dei carburanti per un’intera settimana.

Le due associazioni hanno commentato la loro presa di posizione affermando che “La posta in gioco è talmente importante da non consentire incertezze di sorta: ne va davvero dell’esistenza della categoria”.

La minaccia di uno sciopero dei benzinai è confermata ma ancora non sono state rese note date, orari e modalità in cui si svolgerà la protesta.

A Catania,  l’allarme di questo ulteriore sciopero sta creando una psicosi tra i cittadini, si teme infatti di rimanere a secco e di non poter più muoversi da casa.

Stefano Squeri e Stefano Cantarelli, rispettivamente presidente della Figisc e presidente della Anisa Confcommercio, hanno fatto sapere che “Le modalità e le date precise saranno decise dagli organi dirigenti delle due federazioni nei prossimi giorni, anche alla luce dei provvedimenti che il governo assumerà nel prossimo Consiglio dei ministri. Tuttavia sin d’ora sia chiaro che si tratterà di una chiusura prolungata: sette giornate di chiusura degli impianti”.

Alla base dello sciopero dei benzinai c’è sicuramente l’ipotesi di liberalizzazione sulla vendita dei carburanti che sono attualmente in attesa di essere presentate al prossimo Consiglio dei Ministri.

SI fa notare che Antonio Catricalà, attuale sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha dichiarato durante una trasmissione televisiva che “Bisogna creare le situazioni per cui un benzinaio possa utilizzare la benzina con altri beni di consumo da poter vendere. Si tratterebbe quindi di eliminare l’esclusiva nei contratti tra compagnie petrolifere e gestori, favorendo intese diverse dal comodato d’uso”.

I benzinai hanno mostrato il loro dissenso, quando hanno visto i loro interessi essere intaccati a favore di quelli dei consumatori, e tramite le due associazioni che li rappresentano, hanno deciso di protestare contro la voglia di potenziare i distributori no logo, aumentando così la concorrenza di mercato nella vendita dei carburanti.

Le due associazioni che rappresentano i benzinai fanno però sapere che “La scelta di intervenire sull’esclusiva di fornitura nella rete carburanti non produrrà alcun effetto sui prezzi, ma otterrà il risultato di far espellere i gestori dalla rete alla scadenza dei loro contratti e di far rendere loro dalle aziende petrolifere e dai retisti convenzionati la vita ancor più impossibile fin da subito. Non solo, perché la norma che autorizza gli impianti a funzionare 24 ore su 24 solo nella modalità self service senza più la presenza dell’operatore è un altro grossissimo chiodo piantato sulla bara della categoria. Insomma, ci vuole davvero coraggio a sostenere che queste siano le misure di sviluppo necessarie a far uscire dalla crisi economica il Paese”.
 
Non tutti però si schierano dalla parte dei benzinai, e il presidente dell’Adoc Carlo Pileri annuncia che “La liberalizzazione del settore carburanti è necessaria e urgente, potrebbe far risparmiare circa 200 euro l’anno ad ogni automobilista. Occorre operare una separazione netta tra chi produce carburanti e chi li vende agli impianti e rendere il mercato finalmente libero, dando la possibilità ai gestori di vendere anche prodotti non-oil”.

Per quanto riguarda le accise, che sarebbero comunque da rivedere, l’Adoc fa sapere “Inoltre una volta finita l’emergenza, riteniamo sia opportuno rivedere la tassazione sui carburanti, ad oggi eccessivamente gravosa per i consumatori. Per questo non condividiamo ma, anzi, consideriamo assurdo lo sciopero prolungato di una settimana indetto dai benzinai, che potrebbe portare ad un’impennata speculativa, ed illegale, dei prezzi alla pompa a ridosso delle giornate di sciopero. Così fosse l’Adoc non esiterà a denunciare ogni distributore che violerà la legge, applicando prezzi fuori mercato ai consumatori”.
 

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