Intestataria di beni dello zio mafioso, non dichiarava niente al fisco

Beni sequestrati, per un valore di circa 500 mila euro. Sequestrato anche un esercizio commerciale, denominato "Bar dell'Angolo", fra Via Manzoni e Via di San Giuliano

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Catania continuano senza sosta la lotta all’illecita accumulazione di patrimoni di esponenti mafiosi.

Il sequestro odierno è la prosecuzione di una precedente operazione eseguita dal GICO della Guardia di Finanza di Catania nello scorso mese di Giugno con la quale vennero tratti in arresto 14 persone tutte appartenenti ad uno dei gruppi storici dell’associazione mafiosa di “Cosa Nostra” etnea (Santapaola-Ercolano), il cosiddetto “Gruppo della Stazione” .

L’operazione consentì l’individuazione di tutti gli appartenenti al gruppo, capeggiati da C.Z. (54 anni), che si occupava di gestire il racket delle estorsioni nella zona di influenza del clan. Contestualmente agli arresti, vennero sequestrati numerosi beni mobili ed immobili riconducibili agli indagati per un valore di diversi milioni di euro.


Il costante monitoraggio delle attività imprenditoriali riconducibili al clan, svolto senza sosta dalle Fiamme Gialle etnee, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania ed in collaborazione con la Squadra Mobile della Questura di Catania, ha consentito di intercettare i nuovi investimenti mafiosi. Nonostante gli arresti subiti, gli uomini del clan, sempre in cerca di beni sui quali investire i profitti illeciti,  sono riusciti ad impossessarsi di altri beni in sostituzione di quelli sottoposti precedentemente a sequestro. L’attività investigativa, condotta dalla Guardia di Finanza, consentiva alla competente A.G di richiedere al Tribunale Misure di Prevenzione il sequestro di un centralissimo esercizio commerciale, denominato “Bar dell’Angolo”, fra Via Manzoni e Via di San Giuliano.

Nel corso dell’operazione è stata sequestrata anche un’autovettura. I beni sottopoti a cautela sono risultati intestati ad una nipote di C.Z. che – nella circostanza – ha svolto il ruolo di prestanome per conto dello zio boss. Gli accertamenti hanno evidenziato che la testa di legno non disponeva di risorse finanziarie per poter acquisire i beni formalmente nella sua disponibilità: la donna, infatti, da alcuni anni, non dichiarava al fisco alcun reddito.


I beni sequestrati, per un valore di circa 500 mila euro, verranno ora gestiti da un amministratore appositamente nominato dal Tribunale di Catania in attesa della conclusione del procedimento di prevenzione.
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, nuova ordinanza: la Sicilia diventa zona gialla

  • Operazione antimafia, 12 “piazze di spaccio” di San Giovanni Galermo nel mirino dei carabinieri

  • Coronavirus, morto un giovane di 29 anni: era il figlio di un cancelliere del Tribunale

  • Coronavirus, bimba di 5 anni ricoverata in rianimazione a Catania

  • Blitz dei carabinieri grazie a collaboratore di giustizia: era il nuovo reggente del clan Nizza

  • I soldi della droga per le famiglie dei detenuti: parlano i "libri mastri" di Schillaci

Torna su
CataniaToday è in caricamento