Sequestro di beni per imprenditore ritenuto vicino al clan Cappello

Grillo è stato tratto in arresto per reati di usura e estorsione aggravata dal metodo mafioso, nell’ambito dell’operazione “Piramidi”, conclusa da questa Procura nel marzo 2017

I finanzieri di Catania hanno eseguito, nei giorni scorsi, un provvedimento di prevenzione patrimoniale emesso dal Tribunale etneo, per il sequestro dei beni e delle disponibilità finanziarie riconducibili a Salvatore Alfio Grillo (classe 1970), persona più volte condannata per reati contro il patrimonio, ricettazione di auto rubate, truffa, spendita di monete falsificate e insolvenza fraudolenta.

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A gravare sull'uomo le passate condanne, a suo carico, per triplice tentato omicidio e porto abusivo di armi da fuoco nonché la vicenda giudiziaria che ha visto il Grillo indiziato di appartenere al clan “Cappello” in ragione della vicinanza e dell’assistenza prestata a Angelo Cacisi- detto “Ramazza”, elemento di spicco del predetto clan tra il 2003 e il 2004 - nel momento in cui quest’ultimo si teneva nascosto per sfuggire alle vendette trasversali di fazioni opposte alla propria.

Grillo è stato tratto in arresto per reati di usura e estorsione aggravata dal metodo mafioso, nell’ambito dell’operazione “Piramidi”, conclusa da questa Procura nel marzo 2017.

A fronte di questo curriculum criminale, che ha reso evidente la persistente pericolosità sociale del soggetto e la tendenza abituale a commettere delitti, i militari della guardia di finanza di Acireale, sotto la direzione di questo Ufficio, hanno avviato, nei confronti di Grillo e del proprio nucleo familiare, mirate indagini patrimoniali volte a verificare la coerenza del loro patrimonio e del tenore di vita con i redditi dichiarati.

Gli accertamenti di polizia economico-finanziaria hanno fatto emergere che a fronte di redditi complessivi del nucleo familiare ammontanti, dal 1990 al 2015, a meno di 2 mila euro annui, nel 2011, è stato acquistato un appartamento, mediante assegni, formalmente intestato al figlio venticinquenne, privo di redditi, del Grillo.

Pertanto, in attuazione delle previsioni di cui al Codice antimafia, la Procura ha proposto al Tribunale di Catania, sezione misure di prevenzione, il sequestro anticipato dei beni, nella disponibilità del Grillo Salvatore Alfio, ancorchè intestati a terzi, risultati ingiustificati e sproporzionati al reddito, poiché potenzialmente riconducibili alle diverse attività illecite da lui commesse nel periodo dal 1985 al 2013.

Il provvedimento di sequestro ha colpito il precitato immobile, del valore commerciale di 260 mila euro, sito nel borgo marinaro di Aci Castello e in cui il proposto risulta residente, nonché 4 conti correnti intestati ai componenti del suo nucleo familiare.

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