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Università, Corte dei Conti condanna la commissione di un concorso

E' stato sanzionato il danno erariale. La vicenda è quella del noto concorso denunciato dal ricercatore Giambattista Sciré. Sono arrivate già condanne in sede penale per la prova che avrebbe favorito una candidata senza i titoli necessari

A darne notizia è Giambattista Sciré, il ricercatore dell'università di Catania originario di Vittoria che da circa un decennio si batte per avere giustizia. Al centro delle sue denunce un concorso "truccato" che lo aveva visto escluso a vantaggio di una candidata che non avrebbe avuto i titoli. 

"Sono andato avanti a testa bassa (per 9 anni), testardo come un mulo, cocciuto come sempre - ha scritto in un post Sciré - anche dopo la sentenza di condanna penale e sono felice di comunicarvi l’esito e il testo della sentenza della Corte dei Conti di Palermo che condanna ufficialmente per danno erariale la commissione del noto concorso di storia contemporanea bandito dall’Università di Catania (per la sede di Lingue di Ragusa), già condannata in sede amministrativa (Tar e Consiglio di Giustizia) e penale (primo grado per il reato di abuso di ufficio in concorso tra loro, a un anno di reclusione e interdizione dai pubblici uffici)".

Sciré ha lamentato la "distruzione" della sua carriera e ha chiesto soltanto di poter lavorare nell'ambito accademico, come suo diritto. Ad oggi però, nonostante le vittorie nelle sedi giuridiche, ancora non ha avuto risposte certe e sul tema è intervenuta la deputata del Movimento Cinque Stelle Simona Suriano che ha chiesto un incontro al rettore.

“La giustizia è arrivata per l’ennesima volta – dice Suriano – e a distanza di 9 anni dal concorso incriminato Giambattista Sciré ha dato notizia della sentenza di condanna della Corte dei Conti nei confronti della commissione concorsuale che ha determinato la sua estromissione da un posto di ricercatore. Posto relativo a studi storici andato a chi non aveva i titoli, sfavorendo così il dottor Sciré e causando un danno immane alla sua carriera e alla sua vita professionale”.

“Con la nuova sentenza favorevole si certifica ciò che è stato affermato anche in sede penale e amministrativa: quel concorso era truccato e Scirè va risarcito. Spiace constatare però che - prosegue la deputata - a fronte dei diversi pronunciamenti della giustizia l’ateneo catanese non abbia dato ciò che spetta al dottor Sciré, non lo abbia valorizzato in alcun modo e non gli abbia restituito dignità e riconoscimento professionale. Un atteggiamento che cozza con i proclami sbandierati dopo l'inchiesta Università Bandita che ha visto imputati rettori ed ex rettori nonché direttori di dipartimento. Attendevamo che il nuovo corso dell’università fosse sensibile e che riconoscesse l’enorme danno causato a chi doveva legittimamente vincere un concorso. Sinora così non è stato e chiederò un incontro al magnifico rettore per capire perché, nonostante le evidenze, il dottor Sciré rimanga tagliato fuori dal mondo accademico".

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