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Vicequestore di Nesima rimosso perchè accudiva randagi: scoppia il caso

Adriana Muliere, vicequestore aggiunto della città etnea, ha subito un vero e proprio blitz, come spiega il senatore del M5S Mario Giarrusso che ha portato il caso a Palazzo Madama: "Noi vogliamo sapere di che cosa si occupava il dirigente che è stato rimosso"

Accudire cani può costare caro. A Catania scoppia il "caso" della dirigente di polizia rimossa dal suo incarico perché accudiva alcuni randagi bisognosi nei locali della questura.

Adriana Muliere, vicequestore aggiunto della città etnea, ha subito un vero e proprio blitz, come spiega il senatore del M5S Mario Giarrusso che ha portato il caso a Palazzo Madama: "Noi vogliamo sapere di che cosa si occupava il dirigente che è stato rimosso".

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"Mobilitare la polizia scientifica per repertare come se fosse la scena di un crimine dei croccantini, qualche escremento di cane, fare rilievi fotografici, acquisire video delle sorveglianze private, tutto questo per verificare chi dava a mangiare a due cani di quartiere, figura prevista per legge, è francamente spropositato".Il "caso Muliere" ha coinvolto molti amanti dei cani che si sono schierati con il vice questore.

"Questo non è un atto censurabile, ma encomiabile. Penso che non sia stato giusto tutto quello che è seguito a un semplice accudire dei cani randagi, che dovrebbe essere il dovere civico di ogni cittadino".La dirigente, per ragioni di tutela sindacale, non ha rilasciato dichiarazioni.

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