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Mercoledì, 28 Settembre 2022
Economia

Caro bollette, l'allarme dei panificatori: "Crisi senza precedenti"

Cresce la preoccupazione di Assipan sulla situazione del comparto legata dall'impennata incontrollata del prezzo dell'energia. Giusy La Cava, alla guida dell’associazione dei Panificatori di Confcommercio Catania, dichiara a CataniaToday: "Senza misure risolutive da parte del Governo il pane rischia di scomparire entro gennaio 2023"

Caro energia: è crisi per tanti panificatori di tutta la provincia di Catania. Gli aumenti per la fornitura di luce e gas, come in altri settori, si ripercuotono anche sulle materie prime utilizzate: non solo la farina, ma anche ad esempio zucchero, lievito, vassoi, buste. È tutta la filiera a risentirne. E non si esclude un autunno in difficoltà nella produzione e nella reperibilità del pane. “Abbiamo non più di sessanta giorni davanti”. E' l’allarme lanciato, qualche giorno fa, dal presidente nazionale di Assipan Confcommercio, Antonio Tassone, con il pane artigianale, bene primario per eccellenza, che potrebbe quindi presto mancare sulle tavole degli italiani.

La crisi

Una escalation iniziata subito dopo le festività natalizie a cavallo tra il 2021 e il 2022, con molti imprenditori che si sono ritrovati da un bimestre all’altro raddoppiati o addirittura triplicati i costi dell’energia elettrica e che ha raggiunto l’apice nelle settimane che hanno segnato l’inizio del conflitto tra Russia e Ucraina. Conseguenza: l’aumento di grano e farina. Una "tempesta perfetta" che ha colpito in particolar modo i panificatori che dipendono più di altri da questi prodotti. In Sicilia, per quanto concerne le attività che fanno riferimento ai comparti interessati, si stima che questa lotta per la sopravvivenza riguardi più di 7.000 imprese con almeno 20.000 posti di lavoro a rischio. Ieri sera, in tutta la Sicilia, in segno di protesta tutti i panificatori e gli esercenti Fipe hanno spento le insegne delle proprie attività. Iniziativa a cui ha partecipato anche Palazzo degli Elefanti in segno di solidarietà. Ma è chiaro che tutto questo non basta e sono necessari interventi tempestivi e risolutori per scongiurare una serrata che, senza aiuti, sarà inevitabile.

Protesta panificatori di Catania

La Cava (Assipan Confcommercio Catania): “Siamo allo stremo”

Alle parole del presidente Tassone fanno eco quelle di Giusy La Cava, alla guida dell’associazione dei Panificatori di Confcommercio Catania: “Rispetto allo scorso anno le bollette sono triplicate. Siamo veramente allo stremo. Siamo riusciti a contenere l’impennata dei prezzi delle materie prime, ma adesso il caro energia ci taglia le gambe. A Catania la situazione è drammatica. Stiamo organizzando manifestazioni sotto la Prefettura e altre iniziative per fare sentire la nostra voce. A rischio non solo i lavoratori e le famiglie ma anche noi imprenditori che in caso di chiusura non avremmo nessuna tutela”.

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Giusy La Cava

“Chiediamo di essere inseriti tra le imprese energivore”

Il tema del cosiddetto “caro energia” è ormai da tempo di dominio pubblico con la tensione sociale alle stelle, oltreché al centro dell’agenda elettorale delle varie forze politiche, in vista delle elezioni regionali e nazionali del 25 settembre prossimo. “In Sicilia sono settemila le imprese che rischiano la chiusura – aggiunge La Cava – La legislatura ormai alle battute finali ci ha deluso. Al governo che verrà, chiediamo di essere incluse tra le imprese energivore, con le agevolazioni che ne derivano per questo tipo di imprese, perché anche noi viviamo di energia. Lo Stato deve aiutarci perché non possiamo aumentare all’infinito il prezzo del pane che è un bene di prima necessità. In questo modo il pericolo è anche di assottigliare i consumi che sono già al minimo. L’artigianato è un’arte ed è anche un patrimonio culturale della Sicilia, il pane è simbolo delle tavole siciliane e senza un intervento delle Istituzioni un'eccellenza siciliana rischia di scomparire entro gennaio 2023”.

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