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Allarme Caro-libri per le famiglie: andare a scuola è diventato un lusso?

I conti delle famiglie non quadrano e, anche quest'anno, è allarme caro-libri. Il metodo e-book non convince perchè nelle scuole non c'è l'adsl o il collegamento hi-fi. E Catania come affronta questa situazione?

I conti delle famiglie non quadrano e, anche quest’anno, è allarme caro-libri.  Secondo un’indagine Codacons, associazione di consumatori, una famiglia spenderà 100 euro in più rispetto all’anno passato per mantenere i figli a scuola. Il metodo e-book, conseguenza dei decreti ministeriali n. 42 e 43 dell’11/05/2012, che vietano di usare testi esclusivamente a stampa, non convince come sostenuto da skuola.net, perché il risparmio è relativo e bisognerebbe acquistare un tablet per consultarli. Spese ulteriori, quindi. Lo stesso Osservatorio Nazionale Federconsumatori mette in guardia circa l’aumento del 6%, rispetto al 2011, sull’acquisto del materiale scolastico (zaini,astucci,quaderni,penne). E, a Catania, come si affronta il caro-libri?

“I libri di seconda mano delle materie scientifiche, soprattutto dell’ultimo anno, non si trovano,perché servono per affrontare i test d’ingresso all’università. Come se non bastasse, molte volte si è costretti a comprare una edizione nuova in cui cambia solo la copertina,mentre  il contenuto è uguale. Solo un libro di geografia astronomica costa 40 euro, infatti, io ho speso, per 4 libri, ben 150 euro, perché 2 erano nuove adozioni e altre 2 non li ho trovati usati”. E’ lo sfogo di Caterina Puglisi, 18 anni,che frequenta il 5^ anno di Liceo Scientifico.

Anche la Sig.ra Parisi, mamma di Giacomo e Francesca, che frequentano lo stesso liceo, sembra preoccupata. “E’ inammissibile che due fratelli della stessa scuola non possano nemmeno scambiarsi i libri, perché da una sezione ad un’altra, i professori, o chi per loro, cambiano le edizioni: ci ritroviamo costretti a comprarli di seconda mano, quando si trovano, e dipende anche in quali condizioni. Studiare sta diventando un lusso, un privilegio: noi siamo stanchi di sopportare questa situazione. Non parliamo poi delle spese per i mezzi pubblici di trasporto, visto che conviene fare l’abbonamento e, anche lì, si perde il punto di quanti soldi vanno via!”. Ciononostante il Codacons invita gli interessati a segnalare eventuali casi distorti e mette in pratica diverse iniziative, come il sito internet che crea una bacheca virtuale dove chi vende incontra chi compra, finalizzate al risparmio.

 E se da un lato giustamente gli studenti -e soprattutto le loro famiglie -avanzano dubbi e lamentele, dall’altro i librai sottolineano come anche per loro la situazione sia difficile. Abbiamo parlato con Anna Cavallotto, titolare insieme alle sorelle della storica libreria catanese e presidente dell’Ali-Associazione Librai Italiani.

“La situazione rispetto all’anno scorso non è cambiata affatto, rimangono sempre gli stessi problemi,relativi al fatto che si spende meno per i libri, che ne vengono prodotti troppi,e che la concorrenza delle GDO  e delle librerie monomarca è spietata, a causa delle politiche aggressive di sconto che il libraio indipendente non può sostenere.  In più con il decreto ministeriale -i già citati decreti n. 42 e 43 dell’11/05/2012- ci sono tanti testi on-line, ma il risultato finale è che i libri rimangono cartacei, perché le scuole non dispongono degli strumenti necessari per visualizzare questi e-books,come le lavagne interattive/multimediali, o perché non c’è l’adsl o il collegamento hi-fi; in questo senso allora hanno tutti cambiato editore. Quanto all’usato-continua la Cavallotto-lo vendiamo sempre più,considerato che invitiamo i clienti,con la cosiddetta “campagna scolastica”, a comprare e a vendere da noi i libri scolastici nuovi ed usati per tutte le scuole,insieme a dizionari e materiale didattico. Aiutiamo le famiglie a risparmiare,a riciclare i libri,soprattutto in un periodo difficile come questo. Con l’associazione ALI, della quale sono il presidente ,non siamo riusciti ad organizzare alcuna iniziativa,visto che l’unica cosa che ci resta da fare è resistere: sappiamo di librerie che hanno chiuso durante quest’anno appena passato,e di altre che sono in grande difficoltà. C'è da dire che le librerie indipendenti resistono maggiormente, perché i costi di gestione sono diversi per via dell’elasticità e flessibilità. In ogni caso,tutto è davvero bloccato,la crisi riguarda tutti i settori e Catania sta vivendo una situazione drammatica!” conclude Anna Cavallotto.
 

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