La Cifa chiede aiuti economici per le imprese colpite dalle nuove restrizioni

Il segretario provinciale della Cifa Gaetano Benincasa evidenzia anche come nei mesi scorsi il Governo abbia invitato tutti gli imprenditori ad adeguarsi per poi farli chiudere

“Sulla salute dei cittadini non si discute: ma la tutela di essa deve essere accompagnata da misure che non devono mortificare il diritto al lavoro. Non esistono lavori primari e lavori secondari ma tutti i lavori sono ossigeno per la singola persona e per la famiglia. E lo sono anche per il nostro Paese perché senza le tasse che questi lavoratori versano lo Stato non potrebbe vivere. Ecco perché - proprio per aiutare i vari comprarti lavorativi - servono ristori economici altrimenti si decreta la morte della piccola e media impresa e la disoccupazione per decine di migliaia di lavoratori”. A dirlo è il segretario provinciale della Cifa Gaetano Benincasa che evidenzia anche come nei mesi scorsi il Governo abbia invitato tutti gli imprenditori ad adeguarsi per poi farli chiudere. “Pensiamo alle palestre, ai centri termali, ai centri benessere", aggiunge Benincasa che adesso spera in "correttivi economici, altrimenti davvero si rischia la morte dell’Italia”.

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