Manovra del Governo Monti: quanto costa alle famiglie catanesi?

Il conto che viene presentato ai catanesi è salatissimo e pari a circa 2.340 euro, se si ha una casa di proprietà. "Il salasso sarà pesantisso", dichiara Melchiorre

Cercando di tirare qualche somma, quanto potrebbe costare alle famiglie catanesi la manovra finanziaria del Governo Monti? Il conto che viene presentato ai catanesi  è salatissimo e pari a circa 2.340 euro, se si ha una casa di proprietà.

I cittadini e consumatori si devono, quindi, preparare a cancellare qualche spesa in più, modificando le loro scelte in termini di consumi quotidiani. "Il salasso sarà pesantissimo e avrà effetti devastanti, non solo per i redditi familiari ma per la stessa vita e capacità di accoglienza della città”. A dichiararlo è Claudio Melchiorre, presidente Adoc Catania, secondo cui “è importante sottolineare che gli aumenti decisi dal Governo Monti andranno esclusivamente a beneficio dei Comuni e della Regione andando a premiare, nel nostro caso, enti tra i meno virtuosi ed efficaci nella spesa che la Storia Repubblicana ricordi. Dobbiamo, infatti, considerare che nella maggioranza, le municipalità siciliane e la Regione, negli ultimi dieci anni in particolare, non solo non hanno realizzato investimenti significativi o ideato un progetto di sviluppo, ma non sono state nemmeno in grado di garantire la manutenzione del capitale esistente, a fronte di un indebitamento abnorme”.

Il sollievo dei conti comunali e regionali prevedibile è puramente aleatorio, considerato che il debito delle famiglie siciliane è già molto alto e non sono mediamente in grado di pagare 2.000 euro, mentre togliere 2.300 euro ogni anno dalle famiglie, comporterà l’azzeramento della spesa voluttuaria. Insomma, per i catanesi in futuro niente vacanze e pochi acquisti”.

Secondo l’Adoc, questo comporterà una desertificazione commerciale che va prevenuta sin da oggi con forme di solidarietà e intervento pubblici e privati massicci per la ripresa economica che oggi è ancora più urgente. Adoc ricorda poi che il prelievo sarà, talmente, alto che si dovranno mettere immediatamente in campo misure per ridurre i costi di trasporto, cultura e istruzione, aumentare sistemi solidaristici e mutualistici per affrontare la vita quotidiana. Adoc ha, quindi, rivolto un appello pubblico per la realizzazione di un forum per il rilancio economico che possa produrre risultati a Catania entro i prossimi tre mesi.

“Non far nulla – ha concluso Melchiorre – significa accettare passivamente il declino, nell’illusione che conti pubblici a posto sulla carta, possano risolvere ogni cosa. Ma il risveglio sarebbe brusco e probabilmente doloroso”.

 

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