Precari enti comunali: continua la protesta

Tantissimi i precari che ieri si sono riunti per far sentire la propria voce dopo la pronuncia della Corte dei Conti, secondo la quale per i Comuni non vale alcuna deroga alle norme statali in tema di assunzione di personale

Storie di speranze deluse. La crociata dei precari riparte da Caltagirone, dove ieri pomeriggio, su iniziativa del sindaco Francesco Pignataro, si sono riuniti amministratori dell’intera provincia di Catania. E dove si sono susseguiti volti e testimonianze di chi, proprio quando pensava che il peggio fosse passato, realizza di trovarsi di fronte a una situazione ancora più difficile.

La protesta dei precari degli enti locali nasce dopo la pronuncia della Corte dei Conti,  secondo la quale per i Comuni non vale alcuna deroga alle norme statali in tema di assunzione di personale e sono  diventate un bluff la legge regionale del 2010 e la circolare del governo regionale dello scorso anno, che assicurava l'avvio del processo di stabilizzazione.

Pippo Scornavacche, 46enne di Ramacca, precario da 23, ha reclamato “pari dignità rispetto ai colleghi regionali, vale a dire tempo pieno e indeterminato”. Salvatore Cappuccino, precario al Comune di Caltagirone, non vuole sentirsi, lui che lavora in un ente locale, “figlio di un Dio minore, perché i regionali sono stati stabilizzati e noi, addirittura, rischiamo il licenziamento”. “Oggi – si è chiesta Marinella Pacino, 42enne di Nicosia, precaria da quando ne aveva 19 – come farebbero i Comuni senza di noi?”. “Siamo alla frutta – ha chiosato una vigilessa, Stefania Malgioglio, di Militello.  Sì all’occupazione dei consigli comunali” – ha detto Emilia Lardaruccio, riprendendo una proposta di Scornavacche.

Numerosi gli amministratori: si sono succeduti gli interventi dei sindaci di Acireale (Nino Garozzo), Trecastagni (Giuseppe Messina, cui va il merito di avere fatto esplodere le contraddizioni a cui adesso si cerca di porre riparo), Scordia (Angelo Agnello), Adrano (Giuseppe Ferrante), Piedimonte Etneo (Giuseppe Pidoto) degli assessori di Catania (Sebastiano Arcidiacono), Vizzini (Mario Scalogna), Mazzarrone (Giovanni Picarella), San Michele di Ganzaria (Lino Saita), del presidente del Consiglio di Piazza Armerina Giuseppe Venezia.

Destinatari di proposte e richieste i deputati regionali Lino Leanza e Marco Falcone (“Da domani comincia il cammino della Finanziaria e saremo attenti a queste istanze”).

Saremo vigili, perché va posta fine a questa situazione gravissima ha concluso Pignataro e se non arriveranno risposte in tempi brevi, saremo pronti a spostare la protesta a Palermo”.
 

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