Sanità: chiudono le strutture che non raggiungono 500 parti all'anno

Il calo delle nascite crea problemi anche nelle strutture sanitarie: in tutta la Sicilia sono, infatti, stati confermati 42 centri su 70. Si annunciano mobilitazioni e cortei. Ecco dove si continuerà a nascere a Catania

Il calo delle nascite crea problemi anche nelle strutture sanitarie. In tutta la Sicilia sono, infatti, stati confermati 42 centri su 70: a chiudere i battenti, perchè non raggiungono i 500 parti all'anno come previsto dagli standard ministeriali, sono 20 unità operative pubbliche e 8 case di cura private. A decretare la nuova "geografia" delle strutture sanitarie, è stato il provvedimento firmato dall'assessore per la Salute, Massimo Russo, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia alla vigilia dell'Epifania.

Si annunciano mobilitazioni, cortei di protesta e ricorsi anche in provincia di Catania. In base alla nuova "mappa", tra i 15 punti nascita di II livello, vi saranno le aziende ospedaliere "Garibaldi", "Cannizzaro" e Policlinico di Catania.

A questi, si aggiungono, tra i 27 punti nascita di I livello ( come case di cura private), il "Gravina" di Caltagirone, il "Maria S.S. Addolorata" di Biancavilla, il "S.Marta e S. Venera" di Acireale. E ancora, si continuerà a nascere nelle case di cura catanesi: "Gretter/ Lucina", "Gibiino", "Falcidia".

 

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