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'Made in Italy', grandi classici e ritorni al passato: è un Liga in forma quello del Pal Art Hotel di Acireale

Primo concerto (dei tre previsti) in terra siciliana per Luciano Ligabue: il rocker di Correggio ha saputo intrattenere il pubblico del Pal'Art Hotel sempre alla sua maniera.

Passata la paura per l'edema alle corde vocali che lo ha costretto a saltare le date iniziali (che sarebbe dovuto partire da Roma), Luciano Ligabue ha aperto ieri sera al Pal'Art di Acireale il suo tour 'Made in Italy': la prima di tre date organizzate da Giuseppe Rapisarda Management. Il rocker di Correggio, a differenza delle sue precedenti esibizioni in terra sicula, ha sciorinato, nella prima parte del concerto, tutti i brani del suo nuovo album, riscuotendo i maggiori consensi in occasione dell'oramai tormentone 'E' venerdì, non mi rompete i coglioni' (parole a parte pezzo dalla grande musicalità) e di 'G come giungla'. Poco conosciute, ma meritevoli di attenzione, altre canzoni del nuovo lavoro, tra le quali spiccano sicuramente 'Ho fatto in tempo ad avere un futuro (che non fosse soltanto per me)' e 'Vittime e complici'.

Un Liga, quello di 'Made in Italy', sicuramente meno rock e più 'leggero', ma che colpisce sempre al cuore nello raccontare la storia di Riko (che è il nomignolo con il quale Luciano viene ancora oggi chiamato a Correggio), un uomo deluso da questi tempi, che si trova ad affrontare delle vicissitudini sia di tipo familiare che di tipo lavorativo. Breve ma intenso il mini-pezzo 'Menomale', all'interno del quale viene raccontata la vicinanza ad un amico che ha perso il lavoro, ma anche la vergogna che Riko prova per sentirsi 'sollevato' dal fatto che non sia toccato a lui.

Nessun problema alla voce e più che soddisfatto delle sue nuove creazioni, nella seconda parte della sua esibizione Liga ha sorpreso per la seconda volta: immancabili le varie 'Certe Notti', 'Urlando contro il cielo', 'Balliamo sul mondo', 'Tra palco e realtà'. Meno scontato invece l'intervallo acustico con la tanto vecchia ma sempre efficace 'Non è tempo per noi' ed anche degli inaspettati ritorni al passato come 'Marlon Brando è sempre lui' (poco conosciuta da gran parte del pubblico presente in sala) o 'L'amore conta'. 

Classe 1960, Luciano si porta addosso molto bene i suoi 56 anni (57 il prossimo 13 marzo), dimostrando, circostanza fondamentale per un'artista, di avere ancora tanta voglia di esibirsi e di cercare di trasmettere al pubblico i messaggi insiti nelle sue canzoni, che rappresentano da sempre il pezzo forte del suo repertorio e che vengono da sempre poco apprezzati da coloro che lo criticano per il fatto di utilizzare sempre 'le stesse note e le stesse melodie'. 

Siamo sicuri che anche in occasione del bis di stasera e del tris del prossimo venerdì 17 Liga saprà far tornare a casa più che soddisfatti coloro che hanno deciso ancora una volta di affidarsi a lui, nel tentativo di dimenticare, per circa 2 ore e mezzo, le loro di vicissitudini, scaricando stress ed adrenalina al ritmo delle sue canzoni. 

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