Amministrative, la sinistra entra in crisi sul candidato ma Notarbartolo potrebbe unire

Quella di Notarbartolo - giovane, indubbiamente di sinistra, consigliere battagliero e oppositore della prima ora della giunta Bianco - sembrerebbe una candidatura perfettamente in linea con il progetto lanciato da Claudio Fava

Finita la corsa per le regionali e chiusa anche quella per le nazionali, a sinistra, ancora una volta, si assiste allo psicodramma delle lotte intestine e degli stracci che - come sempre - vengono lanciati da una parte all'altra delle formazioni. Ed è così che anche a Catania, nonostante il "ground zero" del risultato di marzo - in cui i partiti a sinistra del Pd, tra LeU e Potere al Popolo, hanno raggranellato insieme percentuali da prefisso telefonico - si assiste ancora una volta all'impasse. Al centro della querelle, anche questa volta, non vi sono questioni programmatiche o scelte politiche da attuare per ripensare l'azione politica e cercare di ricostruire un progetto, ma il nome del candidato sindaco da sostenere per le prossime, imminenti, elezioni amministrative. Che, tuttavia, potrebbero trovare un punto di svolta nel candidato pensato - ma ancora non ufficializzato - da Claudio Fava.

Potere al Popolo non corre

Ripercorrendo le recenti scissioni della sinistra etnea, Potere al Popolo - dopo una lunga assemblea - ha ufficialmente deciso di non presentare una sua lista e di non sostenere alcun progetto politico tra quelli esistenti. Dall'altra parte, durante un'assemblea pubblica svolta al Sal sabato scorso, Claudio Fava ha presentato alla città il progetto Cento passi, nato in occasione dell'appuntamento regionale di novembre scorso. Con una lista fortemente connotata, nei giorni successi, il deputato regionale avrebbe tirato un asso fuori dalla manica per compattare la frammentata galassia delle realtà di sinistra.

Fava e l'ipotesi Notarbartolo

Se, in un primo momento, si pensava ad un candidato da appoggiare in modo "esterno" - si diceva il cattolico Emiliano Abramo, anche se mai ufficialmente - secondo una ricostruzione confermata anche dai diretti interessati, durante una recente riunione, a cui ha preso parte anche Matteo Iannitti di Catania Bene Comune - sostenitore di PaP alle scorse elezioni nazionale, ma esponente di una realtà dialogante con le altre anime della sinistra - dall'area di Claudio Fava sarebbe uscito il nome del consigliere comunale Niccolò Notarbartolo. Un'invito che potrebbe piacere a molti a sinistra, partito dallo stesso Claudio Fava. Un volano che Notarbartolo ha confermato di aver ricevuto ma che, ancora, è rimasta nel campo delle ipotesi.

L'idea, del resto, sembrerebbe piacere personalmente a Iannitti, anche se la volontà è quella di lanciare una candidatura a sindaco autonoma rispetto a quelle fino ad ora in campo, che passi da un momento assembleare. "Ho subito sentito Niccolò dicendogli che ero contento della proposta ma chiarendo che bisogna prima parlarne in un'assemblea", ha chiarito Iannitti a CataniaToday. "Noi, del resto, abbiamo visto sempre con sospetto e distinguo un sostegno della sinistra ad un'operazione civica e trasversale come quella di Emiliano Abramo. La nostra posizione di contrarietà ad Abramo è uscita in modo netto durante l'ultima assemblea, a cui hanno partecipato anche altre realtà come PaP, esponenti di Sinistra Italiana e di Mdp, i quali hanno esposto le loro diverse posizioni".

Un'idea che potrebbe piacere

"Voglio anche chiarire che io non ho aderito al comitato Cento passi - aggiunge ancora Iannitti - sono stato invitato da Fava alla riunione di Giovedì, per presentare le posizioni dell'assemblea di Catania Bene Comune". "Su Notarbartolo, con tutto il rispetto, io penso che un ragionamento del genere si debba affrontare nel momento in cui ci sarà la disponibilità di Niccolò a candidarsi - conclude - ma qualunque scelta passa per un momento assembleare, ormai deciso per lunedì prossimo". 

Quella di Notarbartolo - giovane, indubbiamente di sinistra, consigliere battagliero e oppositore della prima ora della giunta Bianco - sembrerebbe insomma una candidatura perfettamente in linea con il progetto lanciato da Fava. "Il risultato delle regionali, il ritorno della sinistra in assemblea regionale, non era il nostro obiettivo ma solo una tappa - scriveva il deputato in una nota - Adesso ne abbiamo molte altre, davanti a noi. A cominciare dalle prossime amministrative: decidere se esserci, come, dove... Dobbiamo costruire una pratica condivisa di confronto, di progetto e di iniziativa. Un’organizzazione leggera ma efficace. Evitando gli errori che a sinistra altre esperienze, anche le più recenti, hanno consumato: conservare l’irriducibile spirito identitario, considerarsi somme imperfette, coalizioni, aggregati".

Le lamentele

Ma dalla vecchia guardia della sinistra catanese c'è chi non ci sta. Paolino Mangano, ex sindaco di Maletto, militante storico del PD e poi coordinatore provvisorio di Mdp-Articolo1 - oggi dimissionario dopo esser andato in minoranza sulla votazione di un documento nella sua stessa assemblea - lamenta le modalità di presentazione del nome. E parla di "regia sotterranea". "Una notizia 'bomba' al giorno toglie Art.1 di torno - scrive Mangano su Facebook - Ieri l'o.d.g. approvato dall'assemblea di Art1 e le conseguenti doverose dimissioni del Coordinatore provinciale provvisorio(il sottoscritto), oggi la virata di quel che resta di 'Cento Passi' che sposta la sua attenzione dal candidato sindaco Abramo al possibile candidato sindaco Notarbartolo ci fanno capire che c'è stata una regia sotterranea che ha messo in scena una sceneggiatura già scritta da chi queste sa farle". "Io sono in attesa che l'assemblea accetti o respinga le dimissioni da coordinatore - conclude Mangano - ma siccome non mi sono dimesso da Art.1 ribadisco che, anche da semplice iscritto, mi batterò affinchè le decisioni sulle elezioni amministrative vengano prese alla luce del sole e negli organismi delle forze politiche che ci stanno e non esclusivamente da quattro amici riuniti nei salotti, nei bar, e ai ristoranti". 

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