Elezioni comunali, ecco come si voterà a giugno 2017

L'anno passato l'Assemblea Regionale Siciliana ha cambiato per l'ennesima volta la legge elettorale. Numerosi sono i cambiamenti, dal premio di maggioranza al turno di ballottaggio

Effetto di trascinamento, sindaco eletto al primo turno col 40%, conseguente eliminazione parziale del ballottaggio e un potere maggiore ai consiglieri comunali. È questa la nuova legge elettorale per l’elezione di sindaci e dei consigli comunali in Sicilia che è stata approvata ad agosto dello scorso anno dall’Assemblea Regionale Siciliana.

La legge in qualche modo depotenzia di fatto la centralità dei sindaci, puntando molto sui consiglieri, e nel dettaglio sulle coalizioni. Questa novità viene introdotta per i comuni con più di 15 mila abitanti. Nella provincia di Catania sono Paternò, Palagonia, Misterbianco e Aci Catena.

C'è poi un'altra novità, reintrodotta, che è l’effetto trascinamento, vale a dire il voto dato alla lista o al candidato consigliere comunale andrà automaticamente anche al candidato sindaco. Questo nel caso in cui non si esprima la preferenza per il candidato sindaco. Fortunatamente rimane il voto disgiunto. L’elettore potrà decidere di votare un candidato sindaco e una lista che sostiene un altro candidato sindaco. In passato, l’effetto trascinamento ha favorito i candidati primi cittadini sostenuti da ampie coalizioni e tanti candidati al consiglio comunale, l'esercito di candidati che si presenta ad ogni elezione. 

Rimane in vigore la doppia preferenza di genere. Cioè la possibilità di esprimere due voti a due candidati della stessa lista di cui almeno uno deve essere di sesso femminile. Su questa norma numerose sono state le polemiche perché sarebbe più facile identificare il voto nelle varie sezioni abbinando nomi diversi. Inoltre nella scheda elettorale se il secondo nome non risulta essere candidato nella stessa lista non viene annullato il voto ma solo la preferenza errata, questo fa si che praticamente nella scheda elettorale ci si possa scrivere anche la propria firma depotenziando quindi la segretezza del voto. 

Alla fine il giorno delle elezioni, l'11 giugno,  chi sarà chiamato a votare potrà scegliere due nomi, uomo e donna della stessa lista, per il consiglio comunale, barrare il simbolo della lista e scegliere il candidato sindaco anche di una coalizione diversa. 

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