Ospedale di Acireale, Cannavò contro la "trasformazione" in Covid Hospital

"La struttura può essere destinata soltanto per una parte all’emergenza Covid, non deve diventare un ospedale dedicato ai malati di coronavirus con una porzione residuale riservata agli altri servizi che,non sono affatto di secondo piano"

Continua a tenere banco ad Acireale la vicenda dell'ospedale che, per volontà della Regione, sarà trasformato in un Covid Hospital. Si è tenuto recenemente un vertice, fortemente voluto dal vescovo Antonino Raspanti, tra l'assessore regionale alla Salute Ruggero Razza e i sindaci e i deputati del territorio per motivare le ragioni della scelta.

Scelta che continua a non essere condivisa da Gianluca Cannavò, presidente del "Comitato libero ospedale di Acireale", che in una nota stampa ha espresso la sua contrarietà: "Il tentativo di fare passare come una conquista ciò che, in effetti, costituisce una presa in giro non attecchisce con noi, sicuramente insoddisfatti dall’ipotesi emersa nel corso dell’incontro che ha avuto luogo ieri in relazione al futuro dell’ospedale di Acireale".

"L’assessore Regionale ed i vertici dell’Azienda sanitaria provinciale, attraverso una serie di mirabili piroette - prosegue Cannavò - continuano ad eludere il punto autentico della questione ovvero quanti dei circa 160 posti letto attuali dell’ospedale acese verranno destinati a Covid. La lodevole azione del vescovo, monsignor Antonino Raspanti, al quale ribadiamo i ringraziamenti già espressi, non può essere vanificata dal continuo tergiversare dell'assessore regionale".

Poi Cannavò ha aggiunto: "Tanto all’assessore che ai vertici dell’Asp di Catania diciamo chiaro che è finito il momento di immaginare esperimenti sulla salute della gente, concordando soluzioni che ad oggi sono gradite soltanto a qualche deputato regionale locale, mentre – e sfidiamo chiunque a dimostrare il contrario – vengono rifiutate in maniera categorica dalla gente. L’ospedale di Acireale può essere destinato soltanto per una parte all’emergenza Covid, non deve diventare un ospedale dedicato ai malati di coronavirus con una porzione residuale riservata agli altri servizi che, ve l’assicuriamo, non sono affatto di secondo piano, se è vero – come è vero – che si soffre e si muore anche per altre patologie".

Infine ha concluso: "Non abbiamo bisogno di elemosinare una TAC in più o in meno e chi pensa di prendere in giro un'intera comunità si sbaglia, perché noi continueremo a lottare per liberare l'ospedale di Acireale da spartizioni che nulla hanno a che vedere con la salute pubblica e vigileremo affinché venga evitato ogni inganno ai danni della vasta popolazione che al presidio acese fa riferimento. E ribadisco che l'emergenza si era palesata già a marzo, no ad ottobre, questa si chiama incompetenza, di chi doveva programmare in tempo e non ha fatto nulla, mentre ora si cerca di trovare soluzioni di emergenza sbagliate, mortificando con arroganza un'intera comunità e tutto il personale medico, paramedico e ausiliare, che da anni opera con dedizione nella struttura ospedaliera acese".

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