Il Pd torna a riunirsi, Villari: "Pogliese se ne deve andare"

I democratici si incontrano in occasione della prima direzione del partito con il nuovo corso e lanciano un attacco al primo cittadino

Il Pd catanese, rimasto senza esponenti in consiglio comunale, torna a "ruggire". Nel corso della prima direzione provinciale,  guidata dal nuovo segretario Angelo Villari, è stato subito sferrato un duro attacco al primo cittadino, al momento sospeso per 18 mesi.

“Il Partito Democratico è tornato a Catania - ha esordito Villari - si è risvegliato ed è pronto a combattere, dopo aver vissuto in questi anni un lungo lockdown” Questo il grido di battaglia dei dem che poi hanno approvato, per l'appunto, un ordine del giorno in cui si chiedono le dimissioni di Pogliese.

“Pogliese se ne deve andare perché  sta condizionando la città - dice Villari -. Il sindaco sospeso manifesta una gravissima ed ossessiva voglia di occupare poltrone, il dissesto non è solo economico ma anche politico, culturale e morale”.

Presentata la squadra che affiancherà il  segretario, composta da15 componenti, 6 delle quali donne. Si tratta di Giuseppe Pappalardo, coordinatore della Segreteria, Gianfranco Vullo, vice Segretario Vicario, Giovanna Monaco, vice Segretaria, Angelo Petralia, vice Segretario, Jacopo Torrisi, responsabile ufficio di Programma con delega alla Città, Salvo Mavilla, responsabile dell’Organizzazione, e ancora, Tania Spitaleri, Chiara Mangiagli, Giusy Pedalino, Francesca Caudo, Vincenzo Cantarella, Giacomo Pulvirenti, Salvo Bonaccorsi, Antonina Carini, Salvo Di Caro. Nominata e insediata anche la Commissione provinciale di Garanzia che ha eletto presidente Luisa Albanella, già deputata nazionale.

Un riferimento anche alla presenza del partito democratico in provincia. “Serve avviare un’azione politica che possa guardare con rinnovata ambizione alle prossime tornate elettorali amministrative – ha ricorda to  illari -  che già da questo ottobre interesseranno ben 7 comuni della nostra provincia”. Infatti i democratici fanno mea culpa: "Abbiamo commesso l’errore di fermarci ai confini comunali senza comprendere a pieno che la stragrande maggioranza delle questioni si estende alle macro-aree: l’area montana, pedemontana, calatina, jonica e la città di Catania".

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