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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Politica

Lombardo: “La Sicilia non è in default, querelo Libero e Il Giornale”

La Sicilia non andrà al fallimento, il problema di temporanea mancanza di liquidità e' stato risolto con trasferimenti per 400 milioni di euro. Intanto Lombardo si difende attaccando duramente i suoi maggiori accusatori

Raffaele Lombardo si difende e dopo le accuse di Lo Bello e la lettera di Monti dichiara che la Sicilia non andrà al fallimento e solo una questione di liquidità. Da ambienti governativi intanto si precisa che il problema è stato risolto con trasferimenti per 400 milioni di euro già programmati.

Il governatore è comunque all'angolo, e in conferenza stampa a Palazzo D'Orleans ieri ha dichiarato: “Martedì prossimo nell'incontro con il premier Monti gli dirò che mi dimetterò, ammesso che non mi sia già dimesso il 24 mattina”.

L’ATTACCO - Il governatore Lombardo attacca duramente i suoi accusatori. Prima contro Lo Bello, "Può andare a morire ammazzato", affermazione che successivamente smentisce ma che ha ugualmente ha scatenato una pioggia di reazioni.

E oggi il governatore si rivolge ai media colpevoli, secondo lui, di aver puntato il dito sullo scandalo dell'amministrazione siciliana. "Ci tuteleremo in sede legale contro quella stampa, in particolare Il Giornale e Libero, che hanno scritto falsità e menzogne sul conto della Sicilia, parlando di  fallimento - si legge nelle pagine di Libero - una campagna diffamatoria che arreca grave danno all’immagine della Sicilia. Faremo pagare a quei quotidiani, di chiara riconducibilità politica, tutto il male che hanno fatto a questa regione, creando quel clima che ha indotto Monti a scrivere la sua lettera".

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