Voti in cambio di un trasferimento, compare anche il nome di Angelo Attaguile

Il catanese Angelo Attaguile - coordinatore regionale di Noi con Salvini e candidato sindaco di Catania - secondo quanto scrive il gip, sarebbe stato interpellato per far spostare un dipendente di banca da una filiale all'altra. Il trasferimento sarebbe servito per ottenere i voti del lavoratore in favore di Mario Caputo

Si infittisce il caso che ieri mattina ha portato all'arresto dell'ex deputato ed ex sindaco di Monreale Salvino Caputo. Oltre alla presunta istigazione a commettere l'escamotage elettorale che avrebbe portato al reato di "attentato ai diritti politici", il catanese Angelo Attaguile - coordinatore regionale di Noi con Salvini e candidato sindaco di Catania - sarebbe stato tirato in ballo da uno degli arrestati per far spostare un dipendente di banca da una filiale all'altra. Il trasferimento, promesso da Vercio, sarebbe stata la moneta di scambio per ottenere il voto del lavoratore e della sua famiglia. Questo è quanto emerge dalla lettura dell'ordinanza vergata dal gip di Termini Imerese Stefania Gallì, all'interno della quale il magistrato ricostruisce un episodio che riguarda uno dei "capi elettori" di Salvino e Mario Caputo, Benito Vercio, 62enne di Termini Imerese oggi ai domiciliari. L'uomo è definito dagli uomini dell'Arma come un vero e proprio "procacciatore di voti". 

Per ottenere il voto di Dario Guercio e dei suoi familiari in favore di Mario Caputo, candidato alle elezioni regionali, "Benito Vercio - scrive il gip Gallì - prometteva a Dario Guercio, che accettava la promessa, che avrebbe ottenuto il trasferimento presso una diversa filiale della banca per la quale lavorava, tramite l'interessamento di Attaguile Angelo Gioacchino Gaetano". Non risulta però dagli atti se il trasferimento sia avvenuto, né se Attaguile abbia effettivamente agito o se il suo nome sia stato speso da Guercio in modo del tutto arbitrario.

Secondo i magistrati Benito Vercio avrebbe anche avuto un ruolo fondamentale anche nella riuscita del "trucchetto" per scambiare il nome di Mario Caputo con quello del fratello Salvatore, detto Salvino. "Pienamente consapevole che era stata messa in atto una vera e propria strategia al fine di non disperdere i voti di Caputo Salvatore detto Salvino - si legge nell'atto - Vercio decideva deliberatamente di tacere l'identità del vero candidato agli elettori, confidando sulla loro ignoranza e sulla loro buona fede".

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La replica dell'avvocato Fiumefreddo sulle accuse ad Attaguile

"Angelo Attaguile, diversamente da come riportato da alcuni organi di stampa, non ci risulta indagato per voto di scambio". Lo afferma l'avvocato Antonio Fiumefreddo, legale del coordinatore per la Sicilia Orientale di 'Noi con Salvini', sull'inchiesta sfociata ieri con gli arresti domiciliari per i fratelli Salvino e Mario Caputo nell'ambito di indagini sul voto delle ultime regionali in Sicilia. "Con riferimento invece - aggiunge il legale - alla ipotesi di istigazione a commettere il reato all'articolo 294 del codice penale, 'attentato contro i diritti politici', riferito alla candidatura di Mario Caputo e all'uso della dicitura 'detto Salvino', chiederò già nelle prossime ore che il mio assistito sia sentito quanto prima per chiarire la sua assoluta estraneità a qualsivoglia ipotesi di illecito"

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