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Anno scolastico ai nastri di partenza, tra vecchi e nuovi problemi

Mancano ormai pochi giorni al suono della prima campanella per gli studenti catanesi. Ma come ogni anno la vigilia è segnata da varie problematiche, dall'incognita Covid alla carenza del personale. Criticità di cui abbiamo parlato con Emanuele Rapisarda, neo dirigente scolastico del liceo scientifico Galileo Galilei, e Francesca Bellia, segretaria regionale della Cisl Scuola

Mancano ormai pochi giorni al suono della prima campanella per gli studenti catanesi. La data da segnare è il 19 settembre come previsto dalla Regione, ma in alcuni istituti i ragazzi varcheranno i cancelli già questa settimana. L'anno scolastico che parte sembrerebbe nelle premesse un anno diverso dagli ultimi due. Ma come ogni anno la vigilia è segnata dal caos dell'assegnazione delle cattedre, delle immissioni in ruolo e della copertura dei posti di insegnanti di sostegno, personale Ata e dirigenti scolastici; sempre al di sotto delle esigenze. Negli uffici scolastici regionali e provinciali si lavora da settimane, ma poi - come denunciano i sindacati - ogni volta arrivano le circolari ministeriali che rimescolano nuovamente le carte. Non solo, anche quest’anno l’incognita Covid resta il fronte caldo che aleggerà sul normale andamento dell’anno scolastico. Una cosa però è certa: la dad, la didattica a distanza che ha caratterizzato i due anni precedenti, andrà in soffitta. A tutto ciò si aggiungono altri temi come la crisi energetica, la questione legata alle infrastrutture, la dispersione scolastica e il caro scuola che sta mettendo in ginocchio le famiglie. Criticità di cui abbiamo parlato con Emanuele Rapisarda, neo dirigente scolastico del liceo scientifico Galileo Galilei, e Francesca Bellia, segretaria regionale della Cisl Scuola.

La mina vagante del Covid

Fine della dad, tornano i professori e il personale non vaccinati, niente distanziamento e fine dell'obbligo di mascherina, se non per i soggetti fragili. Sono queste alcune delle regole che segneranno il ritorno a scuola. “La scuola si riapre con vecchi e nuovi problemi – sottolinea Bellia - La preoccupazione rispetto al virus non si è chiusa assolutamente. Rimane il problema legato ai sistemi di aerazione e da questo punto di vista ne' i comuni ne' la regione si sono attivati per garantire in pieno gli impianti che possano mettere nelle condizioni scuole di affrontare questo problema, che se non si risolve con dei dispositivi adeguati, in qualche modo potrebbe facilitare ancora la diffusione del virus”. “Finalmente lo stato di emergenza sanitario è cessato e questo è un fattore positivo per tutto l’universo scuola – afferma invece Rapisarda - Ci siamo messi finalmente alle spalle la dad. È innegabile che il rapporto diretto tra educatori e alunni è insostituibile e il ritorno alla normalità è sicuramente un buon auspicio per questo nuovo anno scolastico. A me piace essere propositivo e ottimista, ma è vero che le criticità rimangono e bisogna continuare a mantenere alta la guardia".

Carenza personale e classi pollaio

Classi in sovrannumero e mancanza di collaboratori scolastici, docenti di sostegno, tecnici e assistenti amministrativi. “Le criticità oltre al covid non sono state cancellate. Nonostante tutte le belle dichiarazioni di intenti dei nostri governanti, ovvero la necessità di mettere fine alle classi pollaio, bisogna constatare che il problema è stato tutt’altro che risolto. Anche per quanto concerne le richieste di organico, siamo stati invitati a farle con gli stessi parametri numerici della riforma Gelmini del 2010, come se gli anni della pandemia non avessero insegnato nulla. Parlando a nome del Galilei posso dire tutto sommato che l’Ufficio scolastico provinciale è riuscito a coprire quasi tutte le cattedre prima dell’inizio delle lezioni, mentre per il personale Ata abbiamo avuto qualche difficoltà, che contiamo di risolvere entro queste prime settimane di scuola”. Bellia, pone l’accento ancora sul precariato e sulle condizioni degli studenti disabili a causa della mancanza di stabilità per gli insegnanti di sostegno: “Il ministro parla di docenti e personale scolastico in classe, ma chiaramente notiamo ancora una volta che il fenomeno del precariato, nonostante le differenze procedure di reclutamento ancora una volta il fenomeno impera. Con un aggravio rispetto all’organico di sostegno, che non vedrà la presenza di personale specializzato all’interno delle scuole, comportando disagi per famiglie con alunni disabili. Gli istituti fanno il possibile ma non basta”.

Politica e scuola

Il tema della scuola è strettamente legato a doppio nodo con l’imminente chiamata alle urne per l’elezione del presidente della Regione e la formazione del nuovo Parlamento nazionale. Tutti gli schieramenti hanno messo la scuola al centro dei propri programmi, con in ballo anche i fondi provenienti dal Pnrr. Bellia e Rapisarda in coro chiedono che dalle promesse si possa passare ai fatti concreti, soprattutto per quanto concerne le strutture fatiscenti di alcuni istituti. A proposito di edilizia è notizia recente che Alessandro Aricò, assessore regionale all’istruzione ha annunciato lo stanziamento di sei milioni di euro per la manutenzione urgente delle scuole siciliane, mentre il neo commissario del Comune di Catania ha stabilito un programma ciclico di interventi alternativamente ordinari e straordinari che permetterà una manutenzione sistematica, con fondi previsti da voci del bilancio e apposite gare di appalto. “Al nuovo governo - mette in chiaro Rapisarda - chiediamo coerenza e linearità alla propria propaganda. Incrementare i fondi per la scuola, per l’assunzione del personale docente e Ata ancora precario, e che soprattutto si investano i fondi del Pnrr per migliorare le strutture scolastiche, perché la sicurezza non si può scaricare solo sulla responsabilità dei presidi. I fondi comunitari devono essere usati con coerenza anche per garantire un’infrastrutturazione più moderna”.

“Una stabilità di governo - aggiunge Bellia - potrebbe dare maggiori risultati, quello che diciamo al futuro governo come Sud e soprattutto come Sicilia è che si recuperino quelle diseguaglianze che si evidenziano tra scuole del settentrione e scuole del meridione. Mi riferisco al recupero delle infrastrutture, alla possibilità di ambienti di apprendimento che leghino lo studente alla propria scuola, con la realizzazione di spazi che possano essere adeguati al fabbisogno e alla crescita dei nostri ragazzi”. In questo senso i fondi del Pnrr saranno uno strumento importante. "Da noi in Sicilia sono risorse che avrebbero una ricaduta non solo dal punto di vista delle infrastrutture, ma potrebbero generare altre riforme in termini di funzionalità. Quello che preoccupa che queste ingenti risorse non trovino quella linearità in termini di programmazione. Non bisogna intervenire solo su singole situazioni che non hanno una logica di miglioramento del sistema scolastico ed è necessario che si superi quella lentezza burocratica, che rischia di veder tornare indietro queste risorse. Come Cisl Scuola siamo disponibili a collaborare e tracciare insieme al governo regionale una linea coerente per sistema che necessita di diversi interventi”.

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