3Sun, i sindacati: "Serve un confronto sul passaggio a Enel Green Power"

"Sollecitiamo l’azienda a fissare subito un’agenda di incontri – concludono Cgil, Cisl, Fim e Fiom di Catania e le Rsu – i problemi da affrontare sono tanti e riguardano il futuro dello stabilimento, dei suoi lavoratori e dell’indotto, e lo sviluppo del territorio"

Alla 3Sun di Catania è necessario avviare un confronto sulle trasformazioni imposte dal trasferimento della titolarità dello stabilimento a Enel Green Power, in cui va contrattato un nuovo modello di relazioni industriali e un piano aziendale adeguato alla cospicua disponibilità economica in arrivo. Nondimeno, si rende necessario, alla luce della cessazione di imprese esterne di servizi, un tavolo di discussione con le aziende subentranti per evitare flessioni occupazionali. Lo sottolineano le segreterie provinciali di Cgil e Cisl, con le federazioni di categoria Fiom Cgil e Fim Cisl, e le Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) di riferimento in 3Sun, che ricordano l’impegno della stessa direzione aziendale di 3Sun a stabilire un calendario d’incontri.

"Già dal mese di ottobre – dicono i segretari generali provinciali Giacomo Rota (Cgil), Maurizio Attanasio (Cisl), Stefano Materia (Fiom) e Piero Nicastro (Fim) – l’azienda si era resa disponibile al confronto, finora però non è arrivata nessuna convocazione ufficiale che possa permettere una prima analisi degli argomenti da trattare e di conseguenza rendere partecipi e informati i lavoratori interessati".

Per i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Fim e Fiom e le Rsu "alla base di tutto c’è il futuro dell’azienda con i processi di trasformazione legati al passaggio a Enel GP". "Emerge la necessità - spiegano - di armonizzare il contratto nazionale da applicare a tutti i dipendenti e l’inquadramento a seguito della riorganizzazione delle mansioni". "Vanno ricostruite relazioni industriali che devono essere legate al territorio e non condotte a Roma – aggiungono Rota, Attanasio, Materia e Nicastro – che tengano conto non solo della produzione, dei carichi di lavoro e delle figure professionali ma soprattutto dei diritti contrattuali acquisiti dal personale che non sono ancora riconosciuti al livello della categoria corrispondente".

"Da affrontare poi la destinazione delle cospicue somme a disposizione con un serio piano aziendale da riprogrammare e l’opportunità di reinvestire in formazione, riqualificazione e aggiornamento professionale dei lavoratori. E i casi di servizi esternalizzati, come la vigilanza, e altri che cesseranno tra breve, per evitare di mettere a rischio altri posti di lavoro con conseguenti rilevanti ricadute sociali".

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"Ecco perché sollecitiamo l’azienda a fissare subito un’agenda di incontri – concludono Cgil, Cisl, Fim e Fiom di Catania e le Rsu – i problemi da affrontare sono tanti e riguardano il futuro dello stabilimento, dei suoi lavoratori e dell’indotto, e lo sviluppo del territorio".

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