Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca

Minacciano di morte il senatore Giarrusso: citati in giudizio

Dopo la morte del 16enne Eugenio Ruscica, i cui parenti sarebbero vicini alla famiglia mafiosa dei Cursoti milanesi, lo zio Giuseppe Ruscica aveva minacciato di morte il senatore catanese per un post su Facebbok

Funerali privati per 16enne morto in incidente: erano previsti botti e corteo di moto
Arriva ad un primo punto giudiziario la vicenda legata alle minacce ricevute dal senatore Mario Giarrusso dopo la tragica scomparsa di Eugenio Ruscica, 16enne di San Berillo Nuovo, nipote di Giuseppe 'Banana' Ruscica, oggi in carcere per spaccio di cocaina e già finito in manette nel 2013 con l'accusa di essere interno al clan dei Cursoti milanesi. L'uomo, insieme ad un altro, è stato citato in giudizio dal pubblico ministero
Antonella Barrera, e per questo motivo dovrà presentarsi negli uffici del Tribunale di Catania il prossimo 15 gennaio.

Dopo la morte del giovane, avvenuta nel 2016, il senatore Mario Giarrusso, allora componente del M5s in commissione Antimafia nazionale, aveva chiesto in aula "l'intervento del ministero dell'Interno per impedire uno scempio annunciato", ovvero quello di "trasformare il funerale di un ragazzo in una esibizione di forza ed illegalità", scelta che Giarrusso definiva "inammissibile ed intollerabile".  Per questo motivo il parlamentare era stato apertamente minacciato da Giuseppe Ruscica che, in risposta ad un post aperto al pubblico ed intitolato "Una città in mano alla criminalità, una città umiliata e allo sbando", pubblicato da Giarrusso sulla propria pagina Facebook, aveva scritto: "Vergognati pezzo di merda ... tu solo un cesso che hai rovinato i funerali di un bambino di 16 anni la mafia sei tu ... cesso pezzo di merda".

Ma non solo. In un secondo messaggio, Ruscica aveva scritto inoltre: "ti auguriamo lo stesso dolore pezzo di merda puoi chiedere conto a chi vuoi noi siamo noi e mio nipote un piccolo grande uomo no un boss anche quel vesso del giornalista che ha scritto più minghiate di te e ne dovrete dar conto di Tt questo... ".

L'uomo, dovrà rispondere alle accuse davanti al giudice insieme ad un secondo soggetto: Mario Sicali. Quest'ultimo avrebbe contattato Giarrusso su 'Messenger', il sistema di messaggistica di Facebook, scrivendogli ripetute minacce. Tra le quali: "si semu majìusi comu rici tu ma ti scannu troverò dove abiti sei un pezzu di medda come ti permetti clan milanesi tu nn sai chi sono le persone noi siamo persone per bene che andiamo a lavorare ma siccome tu rici ca semu majìusi te sparar nda testa cessu cosa ca non vali nemi si di Catania scoprirò dove abito a presto ... ". E ancora "Medda morirai pure tu", "ora mi puoi denunciare nn naiu nnt di peddiri con le persone di merda comu a tua cessu e senza cori", "ti sei messo l'inferno dentro, medda morirai pure tu ", messaggi ai quali aggiungeva delle emolicon raffiguranti pistole, bombe e coltelli. 

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