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Amt, pagamenti in ritardo da parte del Comune e lavoratori in rivolta

Una comunicazione dell'azienda ai lavoratori aggrava la situazione interna. Oltre al debito milionario, il Comune tarda nell'erogazione degli stipendi. "Siamo al collasso", dicono i sindacati

Il nodo del trasporto pubblico urbano sembra non trovare una possibile risoluzione. Crisi di cassa, debiti da parte del Comune, carenze nel parco macchine, continue aggressioni e, oggi, anche ritardi nell'erogazione degli stipendi. Il tutto aggravato da una sostanziale discrasia nella rappresentazione dello stato di salute dell'azienda. Se, da un lato, l'attuale presidente Carlo Lungaro prova a presentare una fotografia a tinte rosee sulla stampa quotidiana, dall'altro utenti esasperati e sindacalisti offrono un ritratto completamente opposto. Unico dato certo, a prescindere, è il vuoto di governarce che dopo un rocambolesco cambio al vertice ora dovrà confrontarsi con le novità della legge Madia e, quindi, con la trasformazione da organo collegiale (con presidente e Cda) ad amministratore unico. 

Il messaggio ai dipendenti sui pagamenti in ritardo

"Si porta a conoscenza del personale, che a tutt'oggi non sono pervenute le somme concordate e dovute da parte del Comune di Catania per il pagamento degli stipendi del corrente mese - si legge in un messaggio interno di Amt ai lavoratori - Il mandato è in corso di emissione e con successiva nota verrà comunicata la data certa del pagamento".

La nota ha provocato non pochi maldipancia all'interno dei dipendenti della partecipata, sulla quale pesa anche un debito pregresso di circa 40 milioni di euro."Stiamo parlando di arretrati che il Comune deve all'azienda - spiega il segretario provinciale di Fast mobilità, Giuseppe Cottone - Mi risulta che ancora tutto il 2016 non è stato pagato".

I problemi in Amt

"La situazione è vergognosa - continua il sindacalista - Il presidente Lungaro, intervistato dal quotidiano La Sicilia, parla di un'azienda sana ma a Catania il trasporto pubblico non esiste". "Abbiamo un parco macchine di 40 autobus, per lo più vetusti e malandati. L'arrivo di quelli nuovi - aggiunge - viene rimandato di mese in mese, perché i progetti per attingere ai fondi Pon-metro sono stati presentati in ritardo".

Secondo il segretario provinciale, il Comune non avrebbe fatto la sua parte nel pagare le somme dovute, al contrario della Regione che avrebbe effettuato i pagamenti in modo regolare.

"L'amministrazione non ha ancora erogato quanto dovuto, né si adopera per sistemare le strade che sono distrutte - chiarisce Cottone - Quello del Brt, sostanzialmente, è un percorso di guerra". "Quando una delle corsie di percorrenza è troppo malandata, invece di sistemarla, si preferisce trovare un escamotage, chiudendo il tratto e facendo girare il Brt da un'altra parte". "Non è un caso isolato, sono diversi esempi - spiega ancora - Via Santa Sofia è disastrata e in questi giorni è tutto deviato, nonostante tra poco si aprirà il nuovo pronto soccorso del Policlinico". "Non vedo dove siano le prospettive di rilancio - conclude- anche perché non esiste, ad oggi, un piano industriale".

Le trattative con il Comune

Ad aggravare il tutto, stando alle parole del rappreseentante della sigla, ci sarebbe inoltre il fallimento delle trattative con la giunta.

"Il dialogo con l'assessore Salvo Di Salvo si è chiuso in modo negativo, non sono state accolte le richieste dell'azienda e oggi ci troviamo in un vero e proprio stallo". "Oggi infine, corriamo il rischio che la crisi venga strumentalizzata dal politco di turno che fino a oggi è stato assente e per fare la sua passerella viene da noi, promettendo mari e monti, pur sapendo che se non ci sono i soldi può venire anche il padre eterno ma non cambierà nulla".

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