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Operazione "Dama nera", terremoto all'Anas: l'inchiesta partì da Catania con Tecnis

Oltre 250 finanzieri del comando provinciale di Roma hanno eseguito più di 50 perquisizioni dando esecuzione a 19 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di dirigenti e funzionari di Anas Spa, di imprenditori titolari di aziende appaltatrici

Dalle prime ore dell’alba, oltre 250 finanzieri del comando provinciale di Roma stanno dando esecuzione a 19 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip del Tribunale di Roma, nei confronti di dirigenti e funzionari di Anas Spa ed imprenditori titolari di aziende appaltatrici di primarie opere pubbliche. 

L'operazione denominata "Dama nera"  - dal riferimento ad una funzionaria Anas che faceva da tramite tra gli appaltatori e l’azienda - ha avuto una prima fase di indagini proprio a Catania, nel mese di ottobre 2015. Protagonisti  due noti imprenditori catanesi Francesco Domenico Costanzo ( conosciuto come Mimmo), ai vertici della società Tecnis,  e Concetto Bosco Lo Giudice ( Cogip Infrastrutture spa).

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Il provvedimento cautelare odierno è stato emesso dal competente Tribunale di Roma sulla scorta delle risultanze delle investigazioni esperite dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Roma – Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma. In particolare " la comparazione degli elementi indiziari scaturenti dalle indagini tecniche e dall’esame del copioso materiale probatorio sequestrato durante le operazioni di polizia effettuate nell’ottobre dello scorso anno - nell’ambito della nota operazione "Dama Nera", allorquando vennero eseguite 10 misure cautelari personali - consentiva di accertare come il sistema corruttivo individuato non si limitasse agli imprenditori e dirigenti Anas già arrestati, bensì potesse agevolmente considerarsi “sistemico”, arricchendosi di nuovi ed inquietanti episodi", si legge nella nota della Guardia di Finanza di Roma.

Video l'operazione della finanza

Sono 36 gli indagati coinvolti nell’odierna operazione di polizia, convenzionalmente denominata "Dama Nera 2", che ha consentito di individuare nuovi episodi illeciti, perpetrati dal medesimo sodalizio criminale, disarticolato nel decorso ottobre 2015, ulteriori dirigenti e funzionari Anas Spa, coinvolti, a vario titolo ed in accordo con importanti imprenditori di caratura nazionale, in fattispecie criminose di corruzione, turbata libertà degli incanti, autoriciclaggio e favoreggiamento personale.

Più nel dettaglio, gli episodi corruttivi individuati sono risultati essere finalizzati a favorire l’aggiudicazione di gare d’appalto a determinate imprese, a velocizzare l’erogazione dei relativi pagamenti, a sbloccare i contenziosi in essere.

In cambio degli illeciti servizi prestati, abusando dei poteri derivanti dall’incarico ricoperto, i dirigenti Anas e gli esponenti politici indagati hanno ottenuto utilità e/o provviste corruttive dai titolari di aziende, affidatarie di commesse di opere pubbliche di interesse nazionale. E’ stata accertata la corresponsione, da parte degli imprenditori, di provviste e/o utilità corruttive, in favore dei dirigenti Anas e dei politici coinvolti, pari a circa 800.000 euro, sottoposti a sequestro con l’operazione odierna.

Le investigazioni hanno consentito di accertare, tra l’altro, come siano stati falsati importanti appalti pubblici: dall’itinerario basentano (compreso il raccordo autostradale Sicignano- Potenza) alla SS 117 Centrale Sicula - quest’ultima cofinanziata dalla Regione Sicilia – entrambi aggiudicati nel 2014, alla SS 96 Barese e alla SS 268 del Vesuvio, arterie stradali aggiudicate nel 2012, arrivando sino a turbare la gara per la realizzazione della nuova sede ANAS di Campobasso, opera aggiudicata nel 2011. In tale articolato illecito contesto, secondo ipotesi investigativa, il politico indagato, in virtù del ruolo istituzionale ricoperto, ha garantito al titolare di un’importante impresa la nomina di un presidente di gara “non ostile”, tant’è che - effettivamente - l’imprenditore si aggiudicava l’importante appalto in Sicilia.

Sulla scorta dei consistenti elementi probatori raccolti, in data odierna, gli specialisti del G.I.C.O. hanno dato esecuzione ai seguenti provvedimenti emessi dal Tribunale e dalla Procura della Repubblica di Roma, nei confronti di:

ACCROGLIANÒ Antonella – cl. 1961 – domiciliari;

BOSCO LO GIUDICE Concetto Albino – cl. 1963 – domiciliari;

CERASI Emiliano – cl. 1967 – domiciliari;

COLAFELICE Giuseppe – cl. 1958 – domiciliari – attualmente all’estero;

COSTANZO Francesco Domenico – cl. 1962 – domiciliari;

DE GROSSI Oreste – cl. 1956 – carcere;

FERRANTE Antonino – cl. 1961 – domiciliari;

LAGROTTERIA Sergio Serafino – cl. 1967 – carcere;

LOCONTE Vincenzo – cl. 1956 – domiciliari;

MISSERI Carmelo – cl. 1956 – domiciliari;

MUSENGA Andrea – cl. 1953 – domiciliari;

PARISE Elisabetta – cl. 1972 – domiciliari;

PARLATO Giovanni – cl. 1967 – carcere;

RICCIARDELLO Giuseppe – cl. 1947 – domiciliari;

ROSSI Vito – cl. 1950 – domiciliare;

SPINOSA Giovanni – cl. 1957 – domiciliari;

TARDITI Paolo – cl. 1957 – domiciliari;

VALENTE Antonio – cl. 1961 – domiciliari;

VITTADELLO Sergio – cl. 1937 – domiciliari

Inoltre, sequestro per equivalente delle somme corruttive, allo stato accertate, fino a concorrenza di circa 800.000 euro. Oltre 50 le perquisizioni effettuate in Lazio, Sicilia, Calabria, Puglia, Lombardia, Trentino Alto Adige, Piemonte, Veneto, Molise e Campania: passate al setaccio anche le sedi ANAS di Roma, Milano e Cosenza. Nel corso delle operazioni di p.g. odierne sono stati sottoposti a sequestro ulteriori 225.000 euro in contanti.

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