Pizzo a negozi Angiolucci: 2 mila euro al mese e impiegati "mafiosi"

Secondo quanto ricostruito, fin dal 2005 agli ottici era stato imposto un "pizzo" di duemila euro al mese e la mafia aveva preteso anche l'assunzione di affiliati. Il primo a diventare dipendente degli ottici era stato il genero del boss Tano Rapisarda "Turacchia"

Tre boss del clan mafioso dei Cursoti sotto accusa a Catania per estorsione ai danni degli ottici Angiolucci, che gestiscono una catena di negozi in città. Un'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata notificata a Giuseppe Garozzo, "'u maritatu", 64 anni, Francecso Carmeci, "Pacchianella", 43 anni, e Giovanni Gurrieri, "Zorro", 56 anni, a conclusione di indagini della Squadra mobile, che ha piazzato microspie in carcere.

Secondo quanto ricostruito, fin dal 2005 agli ottici era stato imposto un 'pizzo' di duemila euro al mese, e la mafia oltre al denaro aveva pretesto anche l'assunzione di affiliati. Il primo a diventare dipendente degli ottici era stato Salvatore Zuccaro, 32 anni, genero del boss Tano Rapisarda "Turacchia", deceduto in carcere nell'agosto del 2008.

Scomparso il capomafia, Zuccaro avrebbe poi costretto i negozianti ad assumere Manuel Rapisarda, 21 anni, fratello di sua moglie, Rosaria Rapisarda, 28 anni. Tutti e tre erano stati fermati nei giorni scorsi. Alla donna sono stati copncessi gli arresti domiciliari per la cura di un figlio minore.

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