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Sbarco di migranti, arrestati cinque presunti scafisti egiziani

Polizia e Guardia di Finanza hanno individuato i cinque responsabili dello sbarco di un peschereccio avvenuto ieri nel porto di Catania

La polizia e la guardia di finanza, sotto il coordinamento della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, hanno posto in stato di fermo 5 cittadini egiziani, tutti gravemente indiziati del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in relazione allo sbarco di 460 migranti giunti presso il Porto di Catania il 5 luglio a bordo della nave della Guardia Costiera “C.P.906” e della nave mercantile olandese “Eemsgracht", soccorsi in acque internazionali il 4 luglio e provenienti dalle coste egiziane.

Gli investigatori della squadra mobile della polizia  del nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza, con la collaborazione della locale sezione operativa navale delle fiamme Gialle e della Guardia Costiera, hanno acquisito le prove necessarie per porre in stato di fermo Mazin Mahmud Alshurbak, 26 anni, Mohammed Mahmud, 19 anni, Ahmed Ibrahim Mahmoud, 19 anni, Mohammad Ragab Mahmud Majdi, 22 anni Wulad Ali Mahmud Khalifa, 26 anni. Un sesto individuo, anch’esso egiziano, minore è stato denunciato a piede libero alla Procura dei Minori di Catania.

Dalle dichiarazioni dei migranti è emerso che i migranti, giunti dai paesi d’origine ad Alessandria d’Egitto, sono stati condotti sulle vicine spiagge e poi, con barche di piccole dimensioni, a bordo di un peschereccio di circa 25 metri. Il peschereccio è stato successivamente soccorso – dopo una navigazione durata almeno sei giorni - dalla Guardia Costiera. Nella circostanza parte dei migranti è stata trasbordata sulla nave mercantile olandese poi giunta al porto di Catania insieme all'unità della Guardia Costiera.

ECCO IL VIDEO

Secondo le dichiarazioni assunte, i membri dell’equipaggio, al fine di mantenere l’ordine a bordo del natante facevano anche uso di bastoni colpendo i migranti. Al minore era stato assegnato il compito di distribuire i viveri. A conclusione delle attività, i cinque fermati sono stati portati nel carcere di piazza Lanza e rimangono a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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