Arrestati tre scafisti ucraini, avevano portato 78 migranti su barca a vela

Dall'attività investigativa sono emersi elementi, che necessitano comunque di ulteriori riscontri, circa l'utilizzo di nuove modalità di trasporto da parte dei trafficanti di essere umani, con particolare riferimento alle basi di partenza e all'utilizzo di natanti da turismo

La Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Catania hanno posto in stato di fermo tre sedicenti ucraini per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina dipo lo sbarco di migranti avvenuto nel porto di Catania il 13 giugno scorso. Sono stati individuati quali componenti dell’equipaggio di una barca a vela di circa 12 metri, salpata dalle coste turche e con a bordo 78 migranti, in prevalenza siriani e afgani.

L’intervento di soccorso, determinato dalle condizioni di pericolo in cui il natante si trovava a causa del sovraccarico dei migranti, è stato operato da un’unità della Guardia Costiera svedese, il pattugliatore “Poseidon”, impegnato nel Mediterraneo nel dispositivo “Triton”, con a bordo un militare della Guardia di Finanza, in qualità di “liason officer Frontex” e con funzioni di collegamento. Le attività investigative svolte dagli uomini della Squadra Mobile e del G.I.C.O. di Catania, che hanno raggiunto in alto mare l’imbarcazione svedese con unità veloci della Guardia di Finanza, hanno permesso di raccogliere elementi indiziari nei confronti dei tre scafisti del veliero solo apparentemente battente bandiera francese, ma in realtà privo di qualsiasi documentazione di bordo, tanto da non poter accertare la vera nazionalità.

Le attività degli investigatori della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza - proseguite a terra sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria etnea - hanno consentito di acquisire gli elementi necessari all’adozione dei provvedimenti di fermo. I tre indiziati sono stati associati presso la casa circondariale di Catania “Piazza Lanza” a disposizione della locale Procura della Repubblica.

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Dall’attività investigativa sono emersi elementi, che necessitano comunque di ulteriori riscontri, circa l’utilizzo di nuove modalità di trasporto da parte dei trafficanti di essere umani, con particolare riferimento alle basi di partenza e all’utilizzo di natanti da turismo che possono più agevolmente passare inosservati nel traffico marittimo.

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