Asili nido, Catania Bene Comune "accusa" e Trojano si difende

"La proposta dell'Amministrazione per far rinascere su basi sostenibili le politiche di assistenza all'infanzia deve essere ancora completata con strumenti innovativi che saranno presto presentati alla cittadinanza". Si difende così Trojano dalle accuse di Catania Bene Comune

Sabato scorso, in Piazza Duomo, si è tenuta l'affollata conferenza stampa del Comitato spontaneo genitori e di Catania Bene Comune sulla vicenda degli asili nido comunali di Catania alla presenza di una decina di genitori, accompagnati in alcuni casi dai bambini e di altrettanti esponenti di Catania Bene Comune.

Durante la conferenza stampa è stato denunciato il falso salvataggio degli asili nido annunciato dalla Giunta Bianco nei giorni scorso. “Non sono affatto salvi gli asili nido, anzi il 30 novembre, o al massimo il 7 dicembre, chiuderanno e nessuno ha fornito una data di riapertura” hanno dichiarato gli intervenuti puntualizzando che centinaia di famiglie verranno gettate nel caos, non sapendo come riorganizzarsi.

È stata poi contestata puntualmente la riforma del sistema degli asili nido presentata dalla Giunta. Innanzi tutto è stata ferocemente criticata la scelta di eliminare la contribuzione progressiva per fasce di reddito, rimpiazzata secondo la proposta dell'amministrazione da un'unica retta di 140 euro per mezza giornata e di 260 euro per il tempo pieno.

“E' una decisione assurda che espellerà i nuclei familiari meno abbienti dagli asili nido e dal servizio pubblico. Chi, con un reddito di 500 euro mensili, pagava 24 euro al mese per tutta la giornata, non potrà certamente permettersi né i 140, né i 260 euro mensili e nemmeno i 95 euro proposti come mediazione, ma solo per mezza giornata, dall'Assessore Trojano ai primi 100 fortunati che iscrivono i loro figli all'asilo”.

Inoltre è stata posta l'attenzione sulla scelta, considerata scellerata, inutile e dannosa, di sostituire nell'orario pomeridiano di apertura degli asili le educatrici comunali specializzate, aventi ventennale esperienza e vincitrici di concorso, con cooperative private che assumerebbero personale non specializzato con contratti precari al solo fine di risparmiare e fare profitto. “Se dobbiamo affidare i nostri figli a cooperative private – hanno dichiarato alcuni genitori presenti – tanto vale che iscriviamo i nostri figli in asili privati. Noi abbiamo scelto il pubblico perché dà maggiori garanzie, ha maggiore professionalità e assicura un servizio-diritto che nessuna altra struttura privata offre. Se questo venisse meno non esisterebbe alcuna differenza tra privato e pubblico privatizzato”.

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Di tutta risposta l'assessore Trojano: "Capisco che Iannitti non ha mai avuto alcuna esperienza di tipo amministrativo e quindi gli si possono perdonare certe enormità, ma la logica del tanto peggio tanto meglio finisce sempre per penalizzare i più deboli. Peraltro la nostra proposta per far rinascere su basi sostenibili le politiche di assistenza all'infanzia da 0 a 3 anni, compresi quegli asili nido che senza l'Amministrazione Bianco non ci sarebbero già più, deve essere ancora completata con strumenti innovativi in via di definizione e che saranno ben presto presentati alla cittadinanza". "Si tratta - ha concluso Trojano - di strumenti che prevedono l'utilizzo di tutti i fondi possibili. Ciò ci consentirà di uscire dall'obbligo del rispetto del 36% imposto dal Piano di rientro per certi servizi e offrirne altri, del tutto gratuiti, garantendo così tutte le fasce di popolazione".

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